Entry denied, la Carovana torna a casa
L'esercito israeliano impedisce l'ingresso dei carovanieri per i diritti della Palestina nello stato di David
La Carovana dei diritti per la Palestina è giunta alla sua meta finale, senza però poter toccare la terra d’Israele. Dopo aver percorso 5.000 km, ha attraversato, Francia, Germania, Svizzera, Italia, Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Siria e Giordania. E’ stato accolta, in Turchia e in Siria, con grandi feste collettive dalle comunità palestinesi dei tanti campi profughi e poi invitata dalle famiglie a entrare nelle loro case. Dovunque le popolazioni locali e le stesse autorità hanno accolto e seguito la Carovana con simpatia e attenzione. La Carovana è cresciuta durante il lungo percorso superando le tante difficoltà logistiche e burocratiche, trasferendo alle comunità incontrate il suo messaggio di fratellanza e di pace.
Il 20 luglio alle 9.30 la carovana ha abbandonato la Giordania, fermandosi sul ponte di Allenby, al confine con Israele. Le trattative si fanno febbrili, l’esercito dello stato di David non transige e a nulla servono ore e ore di discussioni e tentativi di spiegare la posizione di chi ha fatto migliaia di chilometri per giungere alla meta, e proprio sul traguarda viene fermato da una decisione incompresibile. Unbus con a bordo 45 persone è riuscito ad arrivare nel border israeliano, ma qui perquisizioni a membri della Carovana e controlli a bagagli più che accurati impediscono il passaggio di tutti. Verso le 18.30 la situazione ha una svolta: un ufficiale si avvicina ai membri della Carovana e comunica che l’«entry è denied». I carovanieri sono costretti dunque a fare marcia indietro e tornare sui loro passi, stanchi e delusi.
La carovana per i diritti della Palestina torna a casa, quindi, dopo essere giunti ad un passo dalla meta. Seguiranno a questa dieci, cento altre Carovane, ne siamo certi.
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