La regione a Roma per parlare di riforme
Anche una delegazione del Prirellone da Ciampi per l’Assemblea nazionale degli eletti nei Consigli regionali
«Bisogna ripensare il sistema delle Regioni alla luce della riforma costituzionale e in particolare dell’istituzione del Senato federale. In attesa di queste novità costituzionali, dobbiamo dare operatività a un organismo dove i diversi livelli istituzionali possano dialogare e risolvere i problemi. Si tratta di dare completa operatività alla Commissione Bicamerale per le questioni regionali, già prevista dalla riforma costituzionale del 2001 e mai decollata. La Commissione deve essere integrata velocemente con i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni».
E’ questo uno dei principali passaggi dell’intervento svolto oggi dal Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Attilio Fontana, all’Assemblea nazionale delle elette e degli eletti nelle Regioni.
Cinquecento consiglieri regionali, eletti lo scorso 3 aprile, hanno dato vita nell’Aula di Montecitorio a una giornata di dibattito e di riflessione sulle ragioni e sui nuovi compiti dei parlamenti regionali alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
All’assise, promossa dalla Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali e dalla Camera dei Deputati e presieduta dal Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, era presente anche il Presidente del Senato Marcello Pera.
A rappresentare il Consiglio regionale della Lombardia sono intervenuti anche il Vice Presidente Enzo Lucchini (FI) e una delegazione di consiglieri di maggioranza e opposizione composta da Enio Moretti (LN), Massimo Guarischi (FI) e Carlo Porcari (Ds). Presidenti di Consigli regionali e autorità intervenute hanno riflettuto sulle conclusioni del “Rapporto di legislazione”, un documento che annualmente fa il punto sul lavoro dei parlamenti delle Regioni. Statuti, riforme istituzionali, rapporti con gli enti locali sono stati i principali temi di una intensa giornata di confronto
“La Bicameralina – ha affermato Fontana – dovrà essere un luogo di mediazione per affrontare e risolvere quei problemi di carattere istituzionale che si stanno fino ad oggi verificando, come provano i ricorsi alla Corte costituzionale che rischiano di bloccare l’attività delle Assemblee legislative”.
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