Mandela: “L’Aids anche malattia dei diritti umani”

In Africa le donne le più esposte anche ai rischi "sociali" del contagioo. Lo ha affermato l’ex-presidente sudafricano, premio Nobel per la pace nel 1994

«Non potrò mai avere pace senza una risposta globale che sia in grado di eliminare l’Aids»: lo ha detto due giorni fa Nelson Mandela, in un video-collegamento nella seconda giornata del Meeting di San Rossore, presso Pisa. L’ex-presidente sudafricano, premio Nobel per la pace nel 1994, ha sottolineato che la sindrome di immunodeficienza acquisita (aids/sida) «non è solo una malattia, ma ormai anche una questione che riguarda i diritti umani. L’ aids ha la faccia della donna perchè sono proprio le donne che pagano di più in termini di conseguenze».
Secondo Mandela l’epidemia non può essere affrontata solo in termini statistici; il protagonista della lotta anti-apartheid – che il 6 gennaio scorso annunciò la morte del figlio Makgatho, 54 anni, colpito dalla sindrome, sfidando lo stigma che ancora circonda la malattia in Sudafrica – ha ribadito la necessità di «garantire a tutti i malati, anche a chi non li può pagare, le cure necessarie». Secondo Mandela – intervenuto all’incontro promosso dalla Regione Toscana sul tema «La salute, un diritto universale – manca però la volontà di fare ciòò che sarebbe giusto». Anche se, ha aggiunto, ognuno è in grado di scegliere, in prima persona, se «aggiungere la sua voce a una lotta che merita di essere combattuta».

da Misna.org

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Pubblicato il 17 Luglio 2005
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