Moschea, nuova preghiera in strada per i credenti
I musulmani si riuniscono nuovamente davanti al centro culturale islamico di via Peschiera, chiuso dal Sindaco Mucci per ragioni igienico-sanitarie
Ancora una preghiera in strada per i musulmani di Gallarate e dintorni, tuttora privi di un luogo di culto appropriato. Anche oggi, con la situazione della moschea di via Peschiera sempre bloccata, non si è trovata altra soluzione, e l’invocazione "Allah-u-akbar", "Dio è il più grande", è risuonata per la via del quartiere di Cedrate. La predica odierna, nella traduzione offerta dal portavoce della comunità Samir Baroudi, si è incentrata sul senso dell’Islam come via di pace e di obbedienza totale ad Allah. E’ stato sottolineato il rigetto delle tentazioni di shaitan (satana), il demonio, come la violenza, oltre che il ricordo di tutti i profeti succedutisi per portare la parola di Dio (tra cui è stato citato Isa ibn Meryem, ossia il nostro Gesù, tra i profeti più importanti per i musulmani).
"Al ritorno dalle vacanze – anche molti nostri fratelli tornano in patria dai parenti in questo periodo – pensiamo di presentare una petizione aperta ai cittadini gallaratesi, perchè richiamino l’amministrazione al dovere di assicurarci un luogo di culto" ha dichiarato il portavoce della comunità Samir Baroudi (foto), polemizzando quindi duramente con il ministro leghista Calderoli, "reo" di aver negato all’Islam il carattere di civiltà. "Il ministro farebbe bene a porre fine a queste vergognose speculazioni sullo scontro di civiltà. Dovrebbe invece studiarsi un po’ di storia, perchè grazie alla civiltà islamica o per suo tramite l’Occidente ha ricevuto in dono le cifre arabe, lo zero, l’algebra, gli agrumi, la bussola, la carta… Potrei continuare fino a domani mattina con l’elenco dei contributi dati all’occidente, e ricordo che al tempo della dominazione barbarica sull’Europa fu proprio tra le popolazioni convertite all’Islam che si preservò la conoscenza dell’antichità classica, poi ritrasmessa al mondo medievale". Al di là di ogni polemica, tuttavia, il messaggio di pace è forte e chiaro: "Contro chi usa il sacro nome dell’Islam per compiere violenze e spargere terrore e odio noi saremo compatti come una fortezza. Dico questo perchè noi musulmani di qui siamo fieri di essere italiani". Quanto alla questione della moschea, Baroudi ha ribadito che si chiederà al sindaco Mucci o di poter tornare ad utilizzare lo stabile sotto sequestro facendo gli opportuni lavori, oppure di far cambiare la destinazione d’uso del capannone acquistato dalla comunità islamica in via Varese. L’avvocato Tatiana Bruna Ruperto, che difende la comunità islamica, ha invece riferito di aver avuto un colloquio informale con Mucci, durante il quale il Sindaco avrebbe offerto di lasciar eseguire i lavori necessari in via Peschiera, ferma restando però l’ordinanza di chiusura al pubblico. La legale, supportata in ciò dagli assistiti, esige invece che si vada a rettificare formalmente e pubblicamente il testo dell’ordinanza: "Se non si farà così, porteremo avanti le nostre ragioni in tribunale".
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