Regione: continua la guerra al parassita degli alberi
Quasi un milgiaio di piante colpite soprattutto nell'area di Milano e Varese.
C’è stato perfino chi l’ha definito “insetto killler”. È l’Anoplophora chinensis, il coleottero di origine asiatica, innocuo per l’uomo ma decisamente letale per molti alberi del territorio lombardo. Si tratta di un insetto nero, di circa tre centimetri, con lunghe antenne ed alcune macchie bianche sul dorso. Tra le sue “vittime” preferite sceglie tutte le caducifoglie: aceri, faggi, carpini, betulle, platani, rose, noccioli. A provocare veri e propri disastri sono però le sue larve che scavano lunghe gallerie all’interno degli alberi per poi fuoriuscire dalla parte bassa dei tronchi o dalle radici compromettendo la vitalità ma anche la stabilità delle piante attaccate. Le loro tracce sono facilmente visibili: la via di fuga dagli alberi è infatti rappresentata da veri e propri fori di uscita che possono misurare fino a 20 millimetri di diametro. In molti comuni di Milano e di Varese (Parabiago, Legnano, Nerviano, Inveruno, Pogliano Milanese, Canegrate, Villa Cortese, Casorezzo, San Vittore Olona, San Giorgio Su Legnano, Gallarate, Saronno, Cerro Maggiore) si contano già un migliaio di piante colpite in un’area di circa 100 chilometri quadrati. A livello mondiale non si conoscono ancora dei mezzi efficaci per fronteggiare questo pericoloso insetto e l’unico provvedimento adottato finora è stato il taglio delle piante colpite ed il loro incenerimento. Per debellare il parassita la Regione Lombardia ha emanato alcuni decreti che prevedono in particolare la quarantena fitosanitaria delle aree infestate.
«Attraverso un gruppo di lavoro istituito ad hoc e con un protocollo di intesa tra Regione e Comuni interessati, si sono attivate numerose collaborazioni con la Provincia di Milano, il Parco del Ticino, il Parco delle Groane, il Parco del Roccolo, l’ASL di Parabiago, proprio per fronteggiare la situazione e cercare di evitare un’epidemia ancora più larga – ha spiegato Viviana Beccalossi, assessore regionale all’agricoltura – inoltre abbiamo potenziato l’azione di monitoraggio con nuove squadre di tecnici impegnati 5 giorni la settimana, per verificare che l’Anoplophora chinensis non si diffonda nei 48 Comuni della fascia di sicurezza compresa nel raggio di 2 chilometri dalla zona focolaio».
La guerra al parassita è stata dichiarata già lo scorso anno: «Nel 2004 – ha aggiunto Viviana Beccalossi – abbiamo destinato ai
Comuni e ai privati oltre 120.000 euro per coprire circa il 90%
delle spese per abbattimento degli alberi. Altri 160.000 euro
sono stati erogati a giugno di quest’anno per l’opera di
monitoraggio mentre valuteremo l’entità degli interventi per le
piante che saranno abbattute nel futuro».
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