Regione: via libera alle regole per l’attività venatoria
La normativa approvata dalla Commissione “Attività Produttive”
Via libera in Commissione “Attività Produttive” presieduta da Carlo Saffioti (FI) al provvedimento che disciplina le regole per l’esercizio dell’attività venatoria lombarda per la stagione 2005-2006, approvato con il voto favorevole della maggioranza e della Margherita e con l’astensione dei Democratici di Sinistra.
È stato autorizzato per le peppole un prelievo massimo pari a 206mila e 909 esemplari, per i fringuelli pari a 569mila e 547 esemplari, effettuabile esclusivamente da parte di un numero massimo di 16mila cacciatori che hanno optato entro il 31 maggio per la caccia da appostamento fisso. Per gli esemplari appartenenti alle specie passero d’Italia e passera mattugia, ciascun cacciatore è autorizzato ad un prelievo di un numero massimo di 20 esemplari, mentre sarà possibile cacciare fino a 50 esemplari della specie storno.
Il provvedimento licenziato dalla Commissione consente l’utilizzo di richiami vivi della stessa specie, purchè provenienti da allevamenti in cattività o precedentemente catturati e inanellati dalle Province, e dalle stesse distribuite ai cacciatori.
Per soddisfare il fabbisogno e la disponibilità effettiva di uccelli da richiamo, è stato approvato anche un altro progetto di legge che si propone, contro il diffondersi di pratiche illegali per l’acquisizione di queste specie, di promuovere l’allevamento di uccelli utilizzabili come richiami vivi attraverso il finanziamento di specifici progetti di allevamento proposti dalla Federazione Ornicoltori Italiani e dalle Amministrazioni Provinciali della Lombardia.
«Sono parzialmente soddisfatto di questo provvedimento –ha commentato il presidente Saffioti- anche se non è stato possibile accogliere altre deroghe. La Commissione ha comunque approvato un documento in cui si sollecita l’assessore Beccalossi a chiedere in sede di Segreteria tecnica nell’ambito della conferenza Stato-Regioni di poter inserire tra le specie cacciabili in deroga anche la pispola e il prispolone. Con il voto di oggi tuteliamo e salvaguardiamo la categoria dei cacciatori troppo spesso criminalizzata e ghettizzata, nonostante contribuisca in misura notevole con le tasse versate agli interventi di tutela dell’ambiente».
Il presidente Saffioti ha sottolineato in conclusione con un vivo apprezzamento il voto favorevole del gruppo della Margherita.
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