Ronde anti-immigrati? Il centro destra si divide

Ritirata in consiglio una mozione del gruppo di Forza Italia contenente provvedimenti per il controllo degli immigrati clandestini

Non passa in consiglio comunale l’idea di istituire ronde per il controllo del territorio contro gli immigrati clandestini. Ieri sera il testo della mozione, presentato dal consigliere di Forza Italia Gianni Zambon e sottoscritto dai suoi colleghi di partito Giuseppe Bonasso, Fabrizio Piacentini e Giuseppe Angotti, è stato ritirato con l’accordo di tutto il consiglio, dopo una discussione in cui non sono mancati momenti di imbarazzo.

Richiamandosi a recenti fatti di cronaca come l’uccisione di Claudio Meggiorin a Besano e agli episodi di stupri avvenuti a Milano e Bologna, Zambon ha presentato una dura presa di posizione contro l’immigrazione clandestina, chiedendo controlli più severi sul territorio tradatese per la verifica dell’applicazione della legge Bossi-Fini, maggiori finanziamenti per la sicurezza, verifiche sugli inquilini degli alloggi di Comune e Aler e infine l’istituzione di un servizio di sicurezza organizzato da privati cittadini o guardie civili, con ronde di sorveglianza soprattutto nelle ore notturne.

La posizione contraria della minoranza su queste proposte era prevedibile, ma è stata più morbida di quanto ci si potesse aspettare: "Potrei anche condividere lo spirito della mozione – ha detto il capogruppo Ds Luca Carignola,  ma in tema di sicurezza si fa sempre tanta demagogia. Quello dell’illegalità è comunque un problema concreto e vissuto come tale dai cittadini".

Quello che forse i firmatari della proposta non si aspettavano è stata la posizione non univoca dei consiglieri leghisti. Se il segretario cittadino della Lega Fernando Morbi si è detto pronto a votare la mozione pur con qualche distinguo riguardo alla situazione della sicurezza in città, il suo collega Cesare Crespi ha definito "non accettabili" le proposte di Zambon, mentre il presidente del consiglio Fabio Tonazzo si è detto d’accordo, a patto di inquadrare il problema ad un livello più ampio e supportando la mozione con dati inerenti la città di Tradate.
Il consigliere Zambon è stato lasciato solo anche dal vicesindaco Gialuigi Margutti, anch’esso di Forza Italia:
"Culturalmente sono per una politica dell’integrazione, per questo capisco ma non coindivido la mozione".
Un testo che ha lasciato perplesso anche il sindaco Stefano Candiani, che ha detto: "Non vorrei che suonasse come un richiamo
all’Amministrazione sui temi della sicurezza".

Alla fine è stata la posizione espressa dal consigliere di An Gianfranco Bollini (che ha auspicato "anche visto il momento così delicato, un documento condiviso più ampiamente") a consentire al vicesindaco di piazzare l’assist vincente, con la proposta al suo gruppo di ritirare la mozione, a fronte dell’impegno di ridiscuterne i temi in conferenza dei capigruppo e di elaborare un nuovo testo che possa raccogliere i consensi di tutto il consiglio comunale, minoranze comprese. Se ne parlerà, come primo all’ordine del giorno, nel prossimo consiglio comunale.

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Pubblicato il 26 Luglio 2005
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