Sanità, Rifondazione comunista si scaglia contro Cè

Dura presa di posizione contro le liste d'attesa e gli smantellamenti delle strutture funzionanti

Dura presa di posizione del Prc regionale sulla politica sanitaria del centrodestra. Sotto accusa le lunghe liste d’attesa e la "politica degli annunci" del nuovo assessore alla sanità, il leghista Alessandro Cè.

«Già oggi i bambini sotto i 6 anni di famiglie a basso reddito non pagano il ticket, mentre spacciare come obiettivo innovativo due mesi di attesa per un esame o una visita di urgenza sono una presa in giro per i cittadini lombardi» attacca il consigliere regionale Mario Agostinelli. A Rifondazione comunista non piace neanche l’idea di creare un centro unico di prenotazione: «Rischierebbe solo di costringere le persone, ancor più di quanto già avviene oggi, a spostamenti fuori zona per accedere alle prestazioni. Bisognerebbe invece potenziare i Centri di prenotazione delle Asl e riorganizzare il servizio non solo a vantaggio dei prestatori privati che fioriscono sui ritardi del pubblico» continua Agostinelli.

Oggi, dopo attese telefoniche di oltre 20 minuti, ci si sente dire che al San Paolo occorrono 127 giorni per una visita cardiologica, che una visita gastroenterologica richiede 125 giorni al San Giuseppe e 190 giorni all’ospedale di Brescia, che a Vobarno occorrono 43 giorni per una visita ginecologica e che a Bellano e Calolziocorte per una visita oculistica ci vogliono 105 e 133 giorni rispettivamente. Scandalosa anche la situazione della mammografia, dove al tempo massimo previsto dalla Regione – 40 giorni – corrispondono 100 giorni al Sacco, 245 al San Raffaele e 251 agli Spedali Civili di Brescia. Stesso discorso per l’ecografia prostatica, dove occorre attendere  95 giorni a Niguarda, 144 a Brescia e 75 a Desenzano. 
«Si provi a fare il confronto – continua il capogruppo del Prc – con Berlino, Parigi, Londra e Copenhagen, dove i tempi di attesa corrispondenti non superano mai i 18 giorni. Nella ricca Lombardia chiediamo tempi di attesa europei e l’abolizione del ticket, non annunci in grande stile. L’assessore cominci a proporre provvedimenti che siano davvero efficaci, portandoli in Commissione anziché sulle pagine dei giornali». Agostinelli accusa inoltre il centrodestra di smantellare ciò che invece funziona: «Di fronte alla proposta di un centro unico di prenotazione regionale, il solo fatto concreto  è lo smantellamento della sede milanese di "Lombardia Call", il call center che opera proprio in tale ambito, con 31 lavoratori rimasti senza impiego ed il servizio trasferito nella sede siciliana della società, a Paternò, guarda caso collegio elettorale della famiglia La Russa». 
 

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Pubblicato il 27 Luglio 2005
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