Scarseggiano i partigiani, l’Anpi “arruola” i civili
Il ricambio generazionale sarà uno degli argomenti trattati nella festa per i 60 anni della Resistenza
Sono rimasti in pochi, il tempo passa anche per gli eroi. I partigiani, quelli veri, quelli che hanno partecipato ad almeno tre azioni durante la Resistenza sono sempre di meno. In provincia di Varese su 2060 iscritti sono 150 i combattenti doc, una media che rispecchia quella nazionale. L’Anpi oggi deve combattere non solo contro il revisionismo storico, ma anche contro la vecchiaia, che avanza inesorabile e che impone il ricambio generazionale. L’articolo 21 dello statuto dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia parla chiaro: l’iscrizione è aperta a tutti le persone di provata fede antifascista, ma le cariche più importanti sono riservate solo agli ex combattenti.
(foto: Angelo Chiesa)
Angelo Chiesa, presidente provinciale dell’Anpi, è alla soglia degli ottant’anni ed è uno dei più giovani e lucidi rappresentanti dell’associazione. «Siamo in un periodo storico spartiacque per la nostra associazione – dice Chiesa -. Siamo Nati nel 1945 e dopo sessant’anni si pone per l’associazione un problema di rinnovamento. Già il nostro presidente nazionale, Tino Casali, nell’ultimo congresso aveva preannunciato le modifiche statutarie per consentire il ricambio delle cariche. Sia ben chiaro che questo è un cambio di natura organizzativa e non politico».
La commissione, istituita nell’immediato Secondo Dopoguerra, aveva già aperto le porte della gloria ai semplici patrioti, coloro che in qualche modo, seppur non con azioni dirette, avevano favorito e affiancato la Resistenza. Il titolo di partigiano, invece, veniva concesso solo a coloro che con armi alla mano avevano combattutto i nazifascisti in almeno tre azioni documentate. Quel primo allargamento oggi non è più sufficiente, soprattutto nelle zone dove il movimento di liberazione non è stato di massa. «In Piemonte – continua Chiesa – la maggior parte degli scritti sono partigiani veri. Mentre in emilia Romagna l’Anpi è ormai un’associazione di massa. Pertanto il passaggio che auspichiamo è dovuto e necessario».
Questo sarà uno degli argomenti che verranno trattati durante la festa per i 60 anni della Resistenza che si terrà il 15, 16 e 17 luglio alla festa dell’Unità alla Schiranna di Varese.
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