Al CCR di Ispra il centro europeo per studiare gli incendi
In riva al Lago Maggiore è attivo l’EFFIS, un istituto al servizio della Commissione Europea per monitorare gli incendi e valutare i danni prodotti nei boschi dell’Ue
Milioni di ettari di bosco se ne vanno ogni anno in fumo in tutta l’Europa. Il più alto tributo in termini di impatto ecologico ma soprattutto in termini di vite umane lo ha pagato quest’anno il Portogallo. Non sono ancora spenti i focolai del maxi rogo di lunedì scorso che già un primo bilancio è stato fatto: 15 i morti, centinaia di abitazioni bruciate, boschi inceneriti con immagini che hanno fatti il giro del mondo nei tg.
Ma di fronte a queste catastrofi spesso generate dall’incuria dell’uomo forse non è ancora persa la battaglia. E la ricetta per studiare gli incendi, il loro propagarsi a seconda della siccità e delle altre variabili che incidono sugli incendi si studia proprio in riva al Lago Maggiore. Al CCR di Ispra, è attivo da tempo un dipartimento dello stesso Centro Comune di Ricerca al servizio della Comunità Europea che serve a monitorare gli incendi, grazie ad un sistema l’EFFIS (Sistema d’Informazione dei Fuochi delle Foreste) che ha, tra gli obiettivi principali, il mettere a punto ed effettuare metodi di valutazione dei rischi d’incendio e per tracciare le zone bruciate colpite dagli incendi all’interno dei confini comunitari.
E sarebbe dovuto agli “stati insoliti di siccità” seguendo le indicazioni pubblicate nei report del Centro Comune di Ricerca il rogo che ha messo in ginocchio nei giorni scorso il Portogallo. L’aumento del livello di rischio di incendio all’inizio di giugno, si legge nel documento, “ha portato alle situazioni critiche con i picchi di fuoco soprattutto nella parte sud-ovest dell’Ue”. Il Portogallo e la Spagna, continua il documento, “hanno avvertito le condizioni atmosferiche estreme in anticipo nella stagione che si stanno estendendo nei paesi del sud dell’Unione”. Nei grafici, disponibili al sito http://inforest.jrc.it/ e dove vengono fatte le rilevazioni sulle aree colpite dagli incendi, risultano difatti la Spagna e il Portogallo le zone maggiormente colpite dagli incendi, ma anche alcune zone dell’Italia centrale in prossimità delle aree costiere tirreniche. I fenomeni studiati dal CCR vengono elaborati e inviati inviate alla Commissione Europea che a sua volta informa gli organi di competenza locali che si occupano del monitoraggio e dell’intervento sulle aree boschive.
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