Lettera aperta contro lo svincolo
Iniziativa del Comune di Uboldo che si oppone al progetto della Società autostrade e parla di "irreversibile distruzione dell'ultimo patrimonio naturale del Saronnese"
Ormai è scrontro aperto tra il Comune di Uboldo e quello di Saronno sul progetto del nuovo svincolo tra Uboldo e Origgio, previsto nell’ambito dell’ampliamento con la terza corsia della A9.
Nei giorni scorsi, l’Amministrazione comunale di Uboldo, contraria al progetto, ha scritto una lettera aperta ai cittadini di Saronno e del Saronnese, spiegando le ragioni per cui si oppone al nuovo svincolo.
"La Società Autostrade ha presentato il progetto di ampliamento alla terza corsia della autostrada A9 (Lainate-Como-Chiasso) che prevede anche la costruzione di un enorme svincolo autostradale a quadrifoglio tra Origgio ed Uboldo, su un’area oggi agricola di 250.000 mq – si legge nella lettera – L’Amministrazione comunale di Uboldo si oppone alla costruzione di tale svincolo poiché con esso si dà inizio alla irreversibile distruzione dell’ultimo patrimonio naturale del Saronnese".
Per gli amministratori di Uboldo, opporsi al nuovo svincolo è dunque "una battaglia di civiltà e di difesa del benessere collettivo di tutto il Saronnese, Saronno inclusa. Mentre Saronno svolge una funzione di erogazione di importanti servizi (scuole, ospedale, stazione ferroviaria…), così il territorio a verde tra Uboldo e Origgio rappresenta un servizio ambientale per tutti i citatdini del Saronnese, in un ambito (ricadente nella zona critica del Sempione) tra i più urbanizzati ed inquinati della Lombardia".
Uboldo, prosegue la lettera, "paga ancora oggi gli effetti di altri “servizi ambientali e produttivi” forniti a tutta la provincia: il più grande agglomerato di cave estrattive del Varesotto e, a nord delle proprie falde acquifere, la presenza della più grande discarica incontrollata di rifiuti d’Europa".
Saronno trovi dunque un’altra soluzione ai suoi problemi viabilistici, è il messaggio finale: "Le legittime esigenze del Comune di Saronno di trovare una soluzione alla caotica viabilità del “nodo Lazzaroni” può essere risolta con un intervento mirato in loco, evitando, quindi, un inutile spreco di denaro e l’irreparabile distruzione di prezioso territorio a verde".
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