“Priebke? Non viene qui per caso”
Antonello Corrado, capogruppo di Rifondazione Comunista a Busto Arsizio, accusa: "Questa provincia è un incubatore del neofascismo, cittadini e istituzioni devono reagire"
Numerose reazioni fra i politici locali sono state suscitate dalla presenza nella nostra provincia (a Besozzo, ospite del figlio di un ex agente della Gestapo, ndr) dell’ex ufficiale delle SS Erich Priebke (nelle foto, oggi e negli anni ’40), condannato per la sua partecipazione alla strage delle Fosse Ardeatine a Roma. Il 23 marzo del 1944 335 persone furono assassinate per rappresaglia dalle SS naziste; 75 erano "colpevoli" solo di essere ebrei. La rappresaglia, ordinata da Hitler in persona, seguì l’attentato di via Rasella, incui partigiani comunisti avevano ucciso con una bomba 33 SS altoatesine e un ragazzo che
viveva in una casa affacciata sulla via. Tra coloro che presero parte alla strage delle Fosse Ardeatine vi era l’allora capitano delle SS Priebke, poi rintracciato in Argentina nel 1997 e condannato dalla giustizia italiana all’ergastolo, da trascorrere agli arresti domiciliari. Tra le reazioni dei politici, particolare autorevolezza e fermezza ha avuto quella dello stesso presidente Marco Reguzzoni, stimolato ad intervenire dal sindaco di Samarate e consigliere provinciale Vittorio Solanti.
Anche a Busto Arsizio si segnala una reazione da parte di Rifondazione Comunista, per bocca del capogruppo Antonello Corrado, che vede nel "caso Priebke" un’occasione per ribadire alcune preoccupazioni ed analisi sulla condizione della nostra provincia, e lancia un monito preciso. "Io non credo che sia un caso la presenza di Herr Priebke nella nostra provinci . Al di là di tutto, va detto che forse Priebke si aspettava, venendo qui, di non suscitare polemiche o reazioni, proprio perchè questa è una provincia in cui il neofascismo ha sempre trovato terreno fertile". "Non è un fatto da sottovalutare" prosegue il consigliere comunista, "come da non sottovalutare è lo stillicidio di episodi di violenza fisica e verbale di matrice neofascista degli ultimi anni. Parliamo delle aggressioni avvenute a Castellanza e a Gallarate, ma, in tempi più recenti, anche dell’incendio (tuttora impunito) della sede ANPI di Busto Arsizio, delle piazzate neofasciste a Varese dopo l’assassinio di Claudio Meggiorin, delle scritte razziste che si moltiplicano sui muri… Sono segnali che inquietano e confermano la nostra maggiore preoccupazione, cioè che questa provincia si stia trasformando in un incubatore del neofascismo".
A detta di Corrado, un elemento che sta potentemente contribuendo al successo dell’estremismo di destra in politica è la crisi dell’economia italiana, che ha importanti riflessi sul nostro territorio e sul tessuto sociale. "La crisi acuisce il timore e l’odio del diverso, gettando benzina sul fuoco dell’estremismo. Inoltre c’è molta disinformazione sulla storia del fascismo e della Resistenza, per questo rinnovo ancora il mio invito a chi di dovere per la rinascita di un vero Comitato antifascista qui a Busto". Tale comitato, per Corrado, non dovrebbe avere necessariamente un carattere istituzionale, con la presenza di consiglieri, Sindaco e personalitrà dell’amministrazione, bensì essere aperto a tutti – partiti, associazioni, sindacati, singoli. Il capogruppo di Rifondazione chiede anche che si organizzi qualcosa per l’8 settembre prossimo, per ricordare non solo l’incendio della sede bustese dell’ANPI ma anche l’importanza storica della data dell’8 settembre 1943: "è da lì che nasce la Resistenza, con il riscatto del popolo italiano dal ventennale giogo del regime fascista". Per Corrado bene ha fatto il presidente della provincia Reguzzoni a condannare la presenza di Priebke (tuttora formalmente agli arresti domiciliari) nel Varesotto, così come bene aveva fatto il Sindaco di Busto Rosa a condannare l’aggressione subita dall’ANPI: "ora però, dopo le buone parole contro la violenza del fascismo passato e presente, vogliamo vedere i fatti".
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