Camera di Commercio-Insubria: matrimonio d’amore ed interesse
Con la sigla dell’accordo di programma ufficializzato l’ingresso dell’ente camerale nel CdA dell’università. Un connubio per il progresso del territorio varesino
Per l’Insubria è sempre stato un partner serio ed affidabile. Per la Camera di Commercio una risorsa del territorio da impiegare al meglio. Così, tra i due enti, questo pomeriggio è stato celebrato il “matrimonio”, una cerimonia ufficiale che suggella l’ingresso dell’ente camerale all’interno del Consiglio d’amministrazione dell’ateneo.
Si trattava di un atto formale per ufficializzare l’allargamento del CDA, così come deciso nel marzo 2004 quando l’università modificò l’articolo 13 dello Statuto dando la possibilità agli enti istituzionali del territorio ( Province, Comuni e Camere di Commercio di Varese e Como) di entrare nella “stanza dei bottoni”.
Per dovere di cronaca, la decisione fu sollecitata da alcuni enti che rivendicavano maggiore peso nella scelte strategiche dell’ateneo, in particolare il Presidente della Provincia Marco Reguzzoni sostenne a gran voce l’esigenza di un maggior coinvolgimento del territorio.
Con la firma odierna di fatto si regolamenta un rapporto di collaborazione che Insubria e Camera di Commercio avevano avviato da tempo: l’ente camerale assegnando borse di studio e commissionando ricerche, l’Insubria svolgendo attività formativa destinata al personale dell’ente e mettendo a disposizione le proprie strutture per la didattica o per l’organizzazione di convegni, seminari, tavole rotonde.
Dopo l’ingresso di provincia e Comune di Varese, si completa l’elenco degli attori territoriali che si affiancano all’attività di sviluppo, ricerca e formazione dell’Insubria: una sinergia preziosa per la nostra provincia: “Il nostro modello di sviluppo economico ha dimostrato una certa solidità in questo periodo particolarmente difficile – ha commentato il presidente della Camera di Commercio Angelo Belloli – l’apporto di un ateneo, con il suo contributo a livello didattico e di ricerca, non può che favorire il progresso generale”.
E proprio in questo senso si colloca la ricerca, recentemente commissionata dall’ente camerale alla facoltà di economia diretta dalla preside Rossella Locatelli, e che mira ad analizzare il ruolo del territorio di Varese nello sviluppo del polo fieristico di Rho-Pero: “ La Fiera può diventare l’hub fieristico europeo – ha commentato Belloli – ma ha bisogno di un sostegno da parte di tutto il territorio circostante. Non può essere retto da una visione Milanocentrica. All’Università dell’Insubria abbiamo chiesto di analizzare le opportunità di sviluppo e di sostegno che la nostra provincia può offrire al sistema fieristico.
Noi avevamo pensato ad una presenza istituzionale nella zona fieristica, ma per l’affitto di 200 metri quadrati ci sono stati chiesti 400.000 milioni ( 200.000 euro, ndr). Una cifra improponibile se non abbiamo ben chiari la missione, gli obiettivi e i vantaggi che potremmo trarre da questa realtà”.
Il CDA dell’Insubria è completo: la parola passa ai fatti.
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