Cavallette: l'”invasione” è sotto controllo

Dopo le notizie circa la comparsa degli insetti nel corso del mese di agosto, la Provincia fa il punto

Riceviamo e pubblichiamo

Visti gli articoli allarmanti apparsi sulla stampa nel mese di agosto, inerenti alla  presenza nel territorio Comune di Brinzio e limitrofi di varie specie di cavallette, come determinate dal Laboratorio Fitopatologico della C.C.I.A.A. di Varese, (originariamente identificata Tettigonia viridissima e poi meglio identificata come Miramella sub alpina), si ritiene opportuno precisare che il sopracitato problema non è mai stato sottovalutato, anche l’Assessorato Agricoltura – Caccia – Pesca –  Commercio della Provincia di Varese, contattato direttamente dal Sindaco di Brinzio, si è mosso fin da subito, inviando un funzionario del Settore per effettuare un sopralluogo sullo stato dei boschi.
Dopo  aver analizzato e valutato i dati raccolti sul territorio, nell’ultima riunione tenutasi presso il Comune di Brinzio, alla presenza del Sindaco, Sig. Sergio Vanini, con il Sig. Roberto Piccinelli, del Presidente della Comunità Montana della Valcuvia, dott. Marco Magrini, i rappresentanti del Parco Naturale Regionale Campo dei Fiori,  dell’Assessore Bruno Specchiarelli e il rappresentante degli Amici del Campo dei Fiori, Sig. Eugenio Malnati, si evidenzia che i lavori proseguiranno per tener monitorato oltre il territorio interessato da questa avversità i comuni limitrofi   per una più precisa mappatura.
I boschi interessati all’attacco delle cavallette sono per la maggior parte faggeti, molto diffusi nel territorio del Parco, e querceti, in misura minore le altre latifoglie; tali fenomeni avvengono di solito dopo inverni particolarmente asciutti; è stato possibile verificare che le cavallette hanno aggredito l’apparato fogliare, senza tuttavia compromettere irreversibilmente le gemme, che ricostituiranno la chioma nella prossima primavera.
Ritenendo di escludere la difesa chimica, è  importante continuare un tempestivo e  costante monitoraggio delle aree ove potrebbero essere depositate le uova, per distruggerle tramite lavorazioni agronomiche superficiali dei terreni infestati. Questo lavoro, oltre alla coltivazione e lavorazione dei terreni lasciati incolti, (in modo particolare quelli esposti a sud e meno soggetti a ristagni idrici), va effettuato entro il mese di aprile, prima che inizi la schiusa delle uova, così da esporre le stesse agli agenti atmosferici per ridurne la vitalità e di conseguenza abbassare notevolmente il numero degli esemplari che nasceranno.
Altri interventi di lotta biologica potrebbero essere attuati mediante il pascolo di volatili domestici (faraone, oche e tacchini), attivi predatori delle cavallette, soprattutto dove le infestazioni non raggiungono elevati livelli di intensità ed esistono le condizioni per una loro efficace utilizzazione.
Per l’esecuzione degli interventi eventualmente necessari nel proprio territorio, il consorzio del Parco ha assicurato la propria disponibilità a prevedere il coinvolgimento degli agricoltori locali utilizzando gli strumenti in atto nel contesto del Progetto Speciale Agricoltura finanziato dalla Regione Lombardia.
Verranno attentamente valutati i dati che il Centro Geofisico Prealpino del Prof. Furia comunicherà, sulla piovosità e sulle  eventuali nevicate che dovessero avvenire da qui a febbraio 2006 sulle zone colpite, per una serie complessiva di dati, tali da avere il quadro della situazione  per poter prendere le decisioni necessarie.

Possiamo assicurare, che gli Enti preposti hanno lavorato, lavorano e continueranno a farlo, con  serrati confronti e contatti per salvaguardare la nostra gente, il nostro ambiente, i nostri boschi, patrimonio troppo importante perché venga lasciato al caso.” 

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Pubblicato il 02 Settembre 2005
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