Custodia del Palapiantanida, “un gran pasticcio”
Audio Porfidio presenta in Consiglio comunale il caso dei coniugi Costa, custodi del Palazzetto... per una settimana, a loro spese
A presentare la questione in Consiglio comunale è stato Audio Porfidio, che ha invitato Luca Costa e sua moglie Morena Zerbinati a presenziare alla seduta. L’assessore con delega al patrimonio Giampiero Reguzzoni ha riassunto, non senza un pizzico di imbarazzo, la vicenda ai consiglieri. In sostanza, a luglio era scadiuto il contratto con il precedente custode del palazzetto, e si era creato il problema di garantire la custodia almeno fino alla fine dell’anno. Pertanto, il Comune aveva avvisato tutti i suoi dipendenti della disponibilità del posto (con tanto di abitazione in uso gratuito): una dipendente aveva risposto e poi rinunciato per motivi personali. Fin qui, tutto nella norma. L’assessore, rientrato a Ferragosto dalle vacanze, firmava una delibera con cui si affidava alla società di lavoro interinale Adecco l’assunzione i due custodi, uno a 36 ore la settimana, l’altro a 18, che garantissero la guardiania del PalaPiantanida. "Questa delibera è stata poi ritirata per motivi che non conosco, così come non conoscevo i coniugi Costa prima di incontrarli qualche giorno fa. Con loro non era stato formalizzato alcun tipo di rapporto di lavoro" ha dichiarato Reguzzoni. Porfidio ha ricordato che ai Costa erano state date la chiavi del palazzetto e della casa dei custodi, che avevano lavorato sodo, traslocato, e che un funzionario Agesp aveva anche mostrato loro il funzionamento delle caldaie dell’impianto. "Chi ha detto loro che era tutto a posto, e che mancava solo un timbro e una firma?" ha chiesto polemicamente Porfidio, sventolando la bozza di contratto inviata ai Costa da un funzionario comunale, il dottor L. "Voi state facendo dello scaricabarile e basta, i due hanno una figlia e un mutuo da pagare, e se vi fanno causa li dovrete assumere! Hanno lavorato una settimana, e poi arrivederci e grazie: che metodi sono? Poi nel contratto non si diceva neppure che era solo fino a dicembre, c’è scritto enro su bianco che è rinnovabile automaticamente ogni fine anno…" Reguzzoni si è attenuto alla sua versione, ribadendo di aver firmato la delibera relativa solo ai rapporti con Adecco e di non aver neppure saputo che i Costa avevano già occupato l’alloggio fin quando ha avuto lo spiacevole compito di chiedergli indietro le chiavi. Insomma, "un gran pasticcio", come hanno commentato in coro i consiglieri Salomi e Mariani. Il presidente Speroni ha difeso Reguzzoni, asserendo che "l’assessore non può sapere tutto ciò che fanno i dipendenti comunali"; il Sindaco Rosa, irritato per quanto riportato da un noto quotidiano locale ("notizie assolutamente inventate" per il primo cittadino), ha ribadito che non vi è stata alcuna assunzione dei Costa, nè quindi alcun licenziamento, punto; nondimeno ha riconosciuto che "la questione ha un peso, da un punto di vista umano". Non finisce qui, comunque; ed è facile che sia presto la magistratura a doversi occupare di questo caso. Si potrebbe prospettare, insomma, un’altra "grana" legale per il Comune; e c’è da sperare che la vicenda serva da esempio per il futuro, evitando che altri si ritrovino per strada in seguito ad un grottesco equivoco.
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