Da Ispra parte la lotta europea ai “messaggi del terrore”
Al Centro comune di ricerca elaborato un software capace di captare le "pagine nascoste" dei siti utilizzati dai terroristi di Al-Quaeda. Il sistema già impiegato dai servizi segreti tedeschi, spagnoli e inglesi
Un programma capace di individuare i messaggi cifrati su siti “invisibili” ai comuni motori di ricerca. Il tutto con un obiettivo preciso: combattere il terrorismo internazionale, in particolare quello legato all’attività di Al-Quaeda. È questo l’ultimo ritrovato tecnologico realizzato dal Ccr di Ispra, in particolare dall’Ipsc, l’istituto per la protezione e la sicurezza dei cittadini che, tra le altre attività, comprende anche quella di monitorare le fonti sul web.
La notizia ha fatto il giro del mondo dopo la pubblicazione sul giornale tedesco Die Welt. Nell’articolo si fa riferimento al sistema inventato a Ispra come un "vantaggio enorme per la lotta al terrorismo".
In pratica il sistema, oltre a tradurre numerosi articoli e pubblicazioni sul web a seconda delle parole chiave, riesce a filtrare le informazioni contenute nel cosiddetto “dark web”. Si tratta di una serie di pagine che alcuni siti creano dinamicamente e che non sono conservate come file statici e stabili, e quindi difficilmente leggibili dai semplici motori di ricerca. Un espediente interessante, ma allo stesso tempo pericoloso per chi vuole immettere in rete informazioni e farle sparire velocemente. In questo modo si possono lasciare messaggi cifrati ma anche semplici frasi utili a chi volesse organizzare un attentato o per reclutare terroristi in ogni parte del mondo. Il software realizzato a Ispra sarebbe così efficace da venire già impiegato dai servizi segreti di Regno Unito, Germania e Spagna.
Oltre a questo software, dal 2002 al servizio della Commissione
Europea è attivo un sistema particolare per il monitoraggio di tutto ciò che viene pubblicato su Internet. Si chiama European Media Monitoring (EMM) ed è un sistema di monitoraggio automatico in tempo reale delle notizie diffuse dai siti Internet. Il sistema individua le notizie on-line, su argomenti specificati dagli utenti, non appena sono pubblicate nei siti web delle emittenti televisive e dei quotidiani europei più importanti, in tutte le lingue comunitarie. Il software è in grado di analizzare 25.000 articoli al giorno, utilizzando 10.000 parole chiave in 600 ambiti di discipline in 0,1 secondi. Una parte del sistema è utilizzata ogni giorno da circa 7.000 funzionari della Commissione, proprio tramite il programma EMM. Il sistema rileva anche le minacce e gli incidenti riguardanti bioterrorismo, rischi chimici e nucleari. Ora il sistema è stato messo a disposizione delle agenzie per l’applicazione della legge e dei servizi segreti degli stati membri.
La notizia assume una certa importanza se si considerano le "novità" di queste ore. Da un lato, infatti, solo due giorni fa una sorta di "telegiornale" via web, con tanto di scaletta e servizi filmati e realizzato da gruppi vicini al terrorismo islamico ha fatto capolino sui media di mezzo mondo, dimostrando le capacità tecnologiche oramai acquisite dai terroristi. Dall’altro assume una certa rilevanza la notizia di ieri della bocciatura, a livello europeo, del "grande orecchio" proposto dai governi di Regno Unito, Francia, Svezia e Irlanda che avrebbe dovuto controllare e conservare fino a tre anni le comunicazioni telefoniche, internet e via sms della Ue; attività che sembra ora relegata al lavoro di intelligence di ogni singolo paese.
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