Dio è grande… anche sotto il Municipio

I musulmani pregano in piazza Libertà accanto al palazzo municipale: prosegue inesausta la protesta dei fedeli per la chiusura della moschea di via Peschiera

Si è svolta pacificamente la preghiera-protesta dei musulmani sotto le finestre del Municipio di Gallarate. in piazza Libertà; discreto anche lo schieramento di forze dell’ordine disposto per l’occasione. Non è mancata invece, come sempre, la polemica all’indirizzo del Sindaco Mucci da parte dei rappresentanti della comunità islamica. "I fedeli chiedono solo un luogo in cui riunirsi per la preghiera, non è giusto che si riducano a pregare all’aperto così" lamenta M’hammed Sayaih, rappresentante di Anolf-Cisl Varese. Il portavoce degli islamici Samir Baroudi è, come sempre, molto enfatico nel dichiarare la volontà di pace dei fedeli riunitisi in piazza per questa forma di protesta, ma anche la loro ostinazione nel reclamare il proprio diritto all’esercizio del culto. "Noi siamo contro il terrorismo, ma anche contro ogni forma di discriminazione" ha affermato Baroudi; e alle domande dei giornalisti, ha risposto che i fedeli si riuniranno ancora in piazza in altre occasioni (una nuova manifestazione sotto il Comune è prevista per sabato 10 settembre), e che se necessario lo faranno anche sotto la pioggia – e, se il buon giorno si vede dal mattino, anche sotto la neve. "Oggi siamo poche decine, ma perchè volutamente abbiamo invitato molti fedeli a non intervenire, dati i problemi; ma potremmo venire qui in diecimila" esagera Baroudi. La condanna della violenza e la volontà di seguire le vie legali resta centrale nel discorso del combattivo rappresentante della comunità islamica, sempre pronto a duellare a distanza con il primo cittadino. E gli spunti polemici non mancano, anche questa volta. "È tutta una speculazione politica, noi siamo pedine di un gioco" la menta Baroudi. "Cerchiamo di risolvere il problema spostandoci anche fuori da Gallarate, ma ovunque troviamo porte chiuse, poi sui muri scrivono "Grazie Lega"". La preghiera odierna ha sottolineato i valori della pace (salam, una parola ripetuta a più non posso dall’imam). "La pace il credente la vive giorno per giorno costruendola nel profondo del suo cuore". Anche il valore della fede in Dio e nei suoi profeti è stato fortemente sottolineato.

L’avvocato Ruperto, che tutela gli islamici, conferma che il ricorso al Tar sarà presto depositato: in capo a tre settimane il Tar potrebbe decidere di sospendere gli effetti dell’ordinanza con cui il Sindaco Mucci chiuse la moschea di via Peschiera. Frattanto lo stabile acquistato dalla comunità in via Varese resta inutilizzabile per il culto, in quanto non è stato ancora deciso il necessario cambio di destinazione d’uso.

La situazione, insomma, resta rovente. È notizia di oggi la scoperta che in una macelleria islamica della città gestita da un pachistano si falsificavano documenti per i connazionali, come accertato dalla Polizia: "condanniamo con forza questi comportamenti contrari alle legge italiana, che rispettiamo da buoni cittadini" commenta Baroudi nell’apprendere la spiacevole notizia. Ma le parole più drammatiche, e che spiegano la situazione delicatissima di tanti musulmani, vengono di nuovo da Sayaih, il rappresentante di Anolf: "Siamo contro la violenza, ma viviamo nella paura, temiamo anche noi di restare vittime del terrorismo, o peggio ancora di essere noi stessi falsamente accusati di appoggiarlo".

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Pubblicato il 02 Settembre 2005
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