Varese e Teatro Apollonio: è vero amore?
Filippo de Sanctis, direttore del Teatro di Varese, e Bruno Belli, noto critico letterario e musicale, si sono interrogati sul rapporto tra la città e il suo teatro
Un pubblico attento che non si lascia sfuggire gli spettacoli qualitativamente più densi e che ha riscoperto il proprio teatro abbandonando l’abitudine di emigrare in cerca di un’offerta culturale di qualità. E’ quanto è emerso dall’incontro “La realtà teatrale a Varese oggi: pubblico, programmi, nuove prospettive”, tenutosi a Varese nell’ambito degli appuntamenti de “Il caffè della cultura”.
«Dopo questi due anni di direzione del teatro – ha affermato de Sanctis – posso affermare che la platea varesina, all’inizio non più abituata ad avere un così ampio ventaglio di spettacoli, oggi è sempre più affezionata al teatro e alla sua offerta culturale». Un pubblico attento e anche esigente, alle cui richieste la direzione del teatro ha dovuto allinearsi. «Quest’anno per esempio – ha continuato de Sanctis – proponiamo gli spettacoli dell’operetta e del musical di domenica pomeriggio. Questi generi sono infatti seguiti dalle famiglie e dai più giovani, fasce di pubblico che hanno difficoltà a muoversi di sera e che trovano più comodo trascorrere a teatro la domenica pomeriggio».
E proprio i numeri consistenti e sempre più consolidati delle presenze di pubblico all’operetta vanno a sconfessare, secondo Bruno Belli «il modo di dire, ormai divenuto comune, che i varesini non vanno all’opera». A colpire l’attenzione di Belli è anche la scelta della direzione teatrale di «far divenire il teatro un luogo aperto alla città».
«Vogliamo che il teatro non sia uno scatolone da riempire con spettacoli solo da vedere.Dobbiamo invece abituare il nostro pubblico a “mangiare” cultura in tutti i sensi. – ha commentato de Sanctis – Vogliamo che lo spettatore venga a teatro per parlare di cultura, letteratura, arte, poesia. Ecco perché di recente abbiamo aperto le porte anche all’arte: da quest’anno chi avrà il biglietto dello spettacolo potrà fruire piccole anteprime di mostre grazie alla collaborazione con altri attori del mondo della cultura locale»
Insomma, non di solo business vive Varese, ma anche di teatro, operetta e cultura.
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