Videosorveglianza, per i Ds è allarme privacy
Con un'interrogazione di Maresca in Consiglio comunale la Quercia chide chiarimenti sulle numerose installazioni di telecamere
Con un’interrogazione presentata in Consiglio comunale da Francesco Maresca, i Ds lanciano l’allarme privacy in merito alle numerose telecamere di videosorveglianza installate in città.
«La rapida diffusione delle telecamere – afferma il consigliere diessino – pone molteplici interrogativi sul fenomeno di costante erosione della privacy personale e delle libertà civili. Il Garante della privacy ha denunciato un crescente uso delle tecnologie di videosorveglianaza, spesso non conforme alla legge».
Varese, nella classifica dei comuni capoluogo più videosorvegliati d’Italia, è all’undicesimo posto, subito dopo Milano. Questo fatto preoccupa molto Maresca, il quale ricorda che la prevenzione dei reati è compito degli organi di polizia, non dei Comuni: «Un soggetto pubblico può effettuare attività di videosorveglianaza solo ed esclusivamente per svolgere funzioni istituzionali, come il regolamento della viabilità e la sicurezza urbana».
Per capire se il Comune di Varese, nell’installare telecamere in numerosi punti della città, si sia dunque spinto oltre i suo compiti i Ds chiedono una serie di delucidazioni: numero delle telecamere, informazione ai cittadini sulle zone videosorvegliate, tempi della cancellazione automatica delle immagini, persone autorizzate al trattamento delle stesse. Particolari chiarimenti vengono invocati per quanto riguarda la moschea. Secondo quanto riportato dal “Sole 24ore” è stata infatti posizionata una telecamera all’ingresso del posto di preghiera. Maresca chiede se la notizia sia vera e nel caso a che titolo e con quali particolari cautele, richieste dal Garante per i luoghi di culto, la telecamera sia stata installata.
Infine, ricordando che la videosorveglianza è solo un aspetto della prevenzione, Maresca ha invitato il Comune ad impegnarsi soprattutto sull’aspetto dell’educazione e dei servizi sociali. Citando i tristi episodi di New Orleans seguiti all’uragano Katrina, l’esponente della Quercia ha affermato che «è inutile metter un poliziotto virtuale in ogni strada se non ci si dedica più ai servizi sociali, il rischio è di dover poi chiedere alle forze dell’ordine di sparare sugli sciacalli quando le persone sanno di poter agire senza nessun controllo».
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