Benzinai, oltre la carta sconto un mare di problemi
Sono tante le questioni messe sul piatto da Paolo Longo, presidente varesino della Faib: "La politica ci venga incontro"
«Siamo dei santi, non dei truffatori» ha affermato un gestore varesino alla fine della serata. Si è parlato di carta sconto benzina, ma non solo, all’assemblea di Confesercenti e Faib, dove erano presenti numerosi gestori di distributori di tutta la provincia di Varese. Il presidente varesino della Federazione autonoma benzinai italiani Paolo Longo ha presentato a Stefano Tosi e Dario Galli una serie di problematiche, sottolineate dagli interventi degli stessi benzinai: «Lo sconto benzina è necessario – ha spiegato Longo -, ma i problemi dei benzinai sono tanti. Prima di tutto dobbiamo subire una serie di accuse ingiustificate ogni volte che aumenta la benzina: sfatiamo la leggenda che noi ci guadagniamo. Non è vero niente, noi prendiamo un fisso al litro: se la benzina aumenta il gestore non ci guadagna una lira, perchè prenderà sempre 0,003357 euro di margine fisso, ma il cliente con la stessa cifra farà meno litri, e quindi il benzinaio avrà guadagnato meno. Per
Ma i problemi non finiscono qui: le compagnie che non rispettano i contratti, firmati dopo mesi di totale assenza di regolamentazione, o che spesso decidono di chiudere lasciando a casa senza preavviso i gestori, i consumi che sono in calo del 12-13 per cento ogni anno negli ultimi tre anni, le tante norme a cui sottostare e in più le accuse e le campagne denigratorie a cui sono stati sottoposti per colpe che non dipendono da loro: «Noi non possiamo scegliere dove comprare le pompe – continua Longo -, è la compagnia che ce lo dice. Non possiamo nemmeno gestire il flusso metrico di erogazione. In più ci sono i continui richiami ad un futuro sempre più prossimo nel quale saremo in concorrenza diretta con i grandi magazzini che potranno anche avere dei propri distributori: speriamo non succederà mai, altrimenti saremo tutti morti, anche se non se ne gioverebbe nessuno, perchè dopo poco si metterebbero d’accordo in favore dei soliti pochi noti. Infine la nostra categoria non può nemmeno permettersi di chiedere la terza settimana di ferie oltre le due estive: facciamo turni da 10 ore, paghiamo i collaboratori e i dipendenti, facciamo i turni nei week-end e non possiamo andare in vacanza quando vogliamo. La politica deve darci delle risposte concrete, siamo stanchi di sentire promesse».
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