Bilancio, approvate le variazioni

Lo strumento finanziario del Comune passa in Consiglio con un sostanzioso emendamento della maggioranza (Udc esclusa) che riprende ed amplia quello proposto in precedenza dalla Lega

Il Consiglio comunale di Busto Arsizio ha finalmente approvate le variazioni di bilancio relative agli investimenti. Dopo lunghe discussioni, due rinvii e varie sedute di commissione il rendiconto finanziario comunale è passato con un emendamento a firma di tutti i partiti della maggioranza meno l’Udc – che si è astenuta nel voto finale. L’emendamento ha ripreso ed ampliato quelle che erano le proposte già fatte proprie dalla Lega Nord da qualche tempo, e che chiedevano di cassare alcune opere, quali la copertura del Giardino Quadrato del Museo del tessile e l’illuminazione dello stadio d’atletica, in favore della realizzazione delle fognature per le vie Spluga ed Aprica. Si chiedeva anche di rinunciare ad alcuni incarichi professionali e di vendere parte del patrimonio immobiliare del Comune per finanziare il sovrappasso di via Monte Grappa. Le trattative all’interno della maggioranza hanno successivamente aggiunto alle proposte l’inserimento di voci di spesa per la manutenzione delle scuole materne, per la costituzione di una società patrimoniale e l’informatizzazione del patrimonio comunale, nonchè l’assunzione di un nuovo mutuo da 250.000 euro con cui finanziare la sistemazione dell’area Campone, e infine la rinuncia – per il momento – alla sistemazione dell’area Hupac adiacente alla stazione FS.

Respinti, invece, entrambi gli emendamenti presentati dall’opposizione. Questi miravano, nel caso di Rifondazione Comunista, a stornare i 160.000 euro per il restauro di edifici di culto alla manutenzione degli asili (poi introdotta, come si è visto, nell’emendamento di maggioranza). L’emendamento presentato dall’architetto Alberto Grandi, capogruppo dei Progressisti, prevedeva invece di migliorare la produttività dell’ufficio edilizia del Comune, "dove giacciono tuttora inevase circa 250 pratiche". Con questa "accelerata" si sarebbero dovuti rastrellare circa 1.500.000 euro, con i quali finanziare  alcune opere, tra cui, segnatamente, l’acustica del Palapiantanida  – per poterlo finalmente utilizzare per concerti – e la piazza del rione Madonna Regina. Secondo Speroni, questa proposta violava il Patto di stabilità, "sforando" con le spese.

La discussione sulle variazioni di bilancio è vissuta su alcuni leitmotiv fissi. Il centrosinistra, per il quale il bilancio "è da rifondare", ha insistito a più riprese per farsi spiegare le motivazioni politiche delle scelte effettuate. L’assessore Chierichetti, dopo la puntuale esposizione del bilancio, ha ribattutto che di spazio di manovra non ce n’era, e dunque c’era ben poco da scegliere: si dovevano tagliare nove milioni  e mezzo in investimenti, punto (il controvalore delle variazioni di bilancio è, per la precisione, di -8.388.000 euro). Altre lamentele da sinistra, espresse da Corrado e Grandi, riguardavano le "grandi opere" (stadio di atletica, passerelle ciclopedonali) previste o in via di realizzazione. Per Ruggiero (Progressisti) l’intera complicata vicenda di queste variazioni di bilancio non è stata che un gioco delle parti per evitare di arrivare ad una prematura crisi di Giunta, dati i disaccordi in seno alla maggioranza; da qui, per il consigliere, anche i ritardi nella presentazione dell’assestamento di bilancio, e la sua separazione in due tronconi, per le spese correnti e per gli investimenti. Un punto importante è stato sottolineato dal presidente Speroni, ossia l’anomalia per cui la scadenza per la presentazione della Finanziaria da parte del governo e dei bilanci degli enti locali, che alla Finanziaria devono fare riferimento, è la medesima. Da qui discendono tutta quella serie di "aggiustamenti in corsa" che ben conosciamo. "È vero che le variazioni si potevano fare pima" ha riconosciuto l’europarlamentare leghista. "Quanto all’opposizione, in anni passati si lamentava che il Consiglio si appiattiva sulla Giunta approvando a scatola chiusa, ora però non ci critichi perchè la maggioranza ha qualcosa da dire con i suoi emendamenti".

Nel contesto delle "cose da dire" alla Giunta si è isolata l’Udc. Il consigliere Enrico Salomi, dopo aver ironizzato sulla pretesa volontà di Corrado di "abbattere le chiese col caterpillar", ha espresso "perplessità di merito e di metodo" sugli emendamenti di maggioranza al bilancio: che senso ha, ad esempio, mettere nelle variaizoni la realizzazione di fognature quando mancano due mesi al bilancio di previsione per il 2006? Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso nuovamente Berteotti, definendo assurdo non realizzare l’illuminazione dello stadio d’atletica, rendendolo così di fatto inutilizzabile. Dopo ulteriori punture di spillo sulla questione dei 160.000 euro per le chiese ("bastano sì e no per rifare un sottotetto" ha ironizzato Grandi, "c’è puzza di zolfo nel centrosinistra" ha insinuato Fontana) si è andati al voto, con gli emendamenti dell’opposizione, per una volta compatta, entrambi respinti, e quello di maggioranza approvato con le astensioni di Salomi e Porfidio. A questo spunto il vero scontro è rinviato al bilancio di previsione 2006. Ma tra i ben  informati già gira voce che la sua approvazione possa essere rinviata da dicembre fino a febbraio, in modo da rendere non più praticabile (non vi sarebbero i tempi tecnici per convocare elezioni prima del 2007) un "agguato" sul bilancio al Sindaco Rosa, seduto su una poltrona che dalla scorsa primavera si è fatta scomoda e caldissima.

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Pubblicato il 28 Ottobre 2005
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