Il premio Nobel della Medicina a chi ha curato la gastrite
Gli australiani Marshall e Warren premiati per avere scoperto il legame tra gastrite, ulcera peptica e un batterio scoperto più di cent'anni fa dal varesino Bizzozzero: l'Helicopbapter pylori
Il premio Nobel per la medicina, spesso destinato a ricercatori che si occupano di argomenti perlomeno poco comprensibili ai più, quest’anno non ha bisogno di essere spiegato ai tanti italiani affetti dal male che Barry Marshall e Robin Warren hanno curato con la loro scoperta.
I due scienziati australiani che riceveranno il premio Nobel per la medicina nel 2005 sono infatti coloro che hanno scoperto come il batterio helicobacter pylori (nella foto, una sua improbabile versione in peluche) sia responsabile di più del 90% delle forme di gastrite. La scoperta ha permesso di diminuire drasticamente i casi di ulcera peptica e di cancro allo stomaco, e ha trasformato una patologia impegnativa in una malattia che si cura con una settimana di antibiotico.
A mostrare per primo, nel 1892, questi batteri spiraliformi nello stomaco di animali fu il famoso scienziato varesino Giulio Bizzozero. Ma fu solo 100 anni dopo, nel 1983, che Robin Warren, patologo, e Barry Marshall, allora giovane specializzando in Medicina interna, riuscirono a coltivare il microorganismo da campioni bioptici di mucosa gastrica.
Il primo a sospettare il legame tra il batterio e la comparsa di gastriti e ulcere è stato il patologo Warren, osservando che in quasi la metà dei pazienti le biopsie mostravano la formazione di colonie batteriche nella parte inferiore dello stomaco e che i segni dell’infiammazione erano particolarmente presenti proprio dove erano presenti anche i batteri. Ma per provare la teoria che la gastrite e l’ulcera avessero origine batterica, Marshall arrivò ad ingerire addirittura una grande quantità del batterio su cui i due stavano studiando. Marshall è noto, e poco amato nella comunità scentifica, per queste provocazioni e per il fatto che non ha esitato a divulgare su organi di stampa divulgativi come il Time o il Reader’s digest le sue scoperte: in un mondo di solito molto chiuso e conservatore come quello medico, ha perciò stupito la scelta del comitato di premiare un ricercatore così "popolare".
I due scienziaticon il premio non ottengono solo fama mondiale: il Nobel per la Medicina comprende infatti un assegno di 1,3 milioni di dollari (oltre un milione di euro), oltre a un diploma e una medaglia d’oro. La cerimonia di consegna avverrà in presenza del re di Svezia il 10 dicembre prossimo.
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