Italia e America latina, una bella fazenda

La primo giorno della seconda conferenza nazionale sull’America Latina, a Milano il 17 e 18

Milano è la capitale italiana dell’America Latina. Lo dice una speciale classifica che utilizza come indicatori il numero dei residenti in Italia nati nel centro e sud America, il numero di imprese individuali dirette da titolari nati nell’America Latina, il flusso di interscambio e le esportazioni verso quest’area, il numero di imprese che hanno collegamenti commerciali con il centro e sud America.
Il capoluogo lombardo con i suoi 35.694 residenti, 2.333 imprese, 1702 importatori/esportatori, oltre un miliardo di export ed i circa 2 miliardi di euro in flusso commerciale si rivela il porto italiano dell’America Latina. Seconda Torino che consegue un quarto posto per immigrati (10.094) e ditte individuali (701) ed un terzo posto per export (584.344.302 euro) e interscambio (856.732.979). Terza classificata Bergamo, quarta Firenze.
È questo quanto risulta dal rapporto su Italia e America Latina della Camera di commercio di Milano attraverso il LabMim, su dati Istat 2001, 2004, 2005 e del registro delle imprese 2001/200.
Prima città del sud è Napoli al quattordicesimo posto nella graduatoria  generale nazionale. Ma a quanto ammonta l’interscambio commerciale? Nel primo semestre 2005 l’interscambio fra America Latina e Italia sfiora gli 8 miliardi di euro pari al 12,8% del totale europeo, posizionandosi al 4° posto in Europa dopo Germania, Francia e Spagna. La regione che esporta di più? La Lombardia pesa per il 27% sulle esportazioni italiane e per il 23% sull’import. Importanti anche Veneto con il 18% dell’export italiano (728.566.630 euro) e Emilia Romagna 12% (481.940.743 euro). Rispetto ai primi sei mesi del 2004 il primato per la crescita dell’export lo vincono le isole: Sardegna + 425% e Sicilia + 134%. Bene anche la Liguria con il +118%. Quanti sono i residenti in Italia nati in centro-sud America? 171.997. Il 25% di questi è peruviano, il 19% ecuadoregno ed il 13% brasiliano. Nel 2001 su 100 residenti latini 6 sono imprenditori. Ma se analizziamo le nazionalità più numerose in Italia troviamo che su 100 venezuelani ben 69 sono titolari di ditte individuali, seguono gli argentini 28% e gli uruguayani 24%. Al secondo semestre 2005 sono 15.838 gli imprenditori latini, per il 30% sono argentini, venezuelani per il 20% e brasiliani per il 16%. Sono donne nel 34% dei casi mentre per il 39% hanno fra i 40 e i 49 anni. Che cosa fanno? Le ditte latine si concentrano nel settore delle costruzioni con il 22% (3.557 imprese), seguite dal commercio al dettaglio con il 18%. Le attività manifatturiere con il 13% rappresentano il terzo comparto per importanza. Dove operano? Il 15% circa ha sede a Milano, il 7,2% a Roma, il 5% a Genova. Ma ogni nazionalità ha le sue preferenze: gli imprenditori argentini si concentrano al nord, solo in Lombardia il 16%. Milano la città preferita con l’8%. I venezuelani prediligono il sud, in particolare la Campania (18%). Salerno (9,9%) e Bari con il 7,8% le prescelte. Più decisamente lombardi i brasiliani, col 28%. Mentre le città più carioca sono: Milano con il 13,5% e Verona con l’11,5%.

La II conferenza nazionale sull’America Latina, a Milano il 17 e 18 ottobre 2005. Un grande evento internazionale per prospettare un ruolo da protagonista dell’Italia e di Milano nei Paesi del Sudamerica. Presidenti, ministri, imprenditori e intellettuali dei vari Paesi si incontrano presso la Camera di commercio di Milano per discutere ed avviare progetti per lo Sviluppo e l’Integrazione fra l’Italia e l’America Latina. Tra gli altri: il presidente del Brasile Lula, il premier del Venezuela Chavez, il vice premier Gianfranco Fini, il ministro del Messico Bautista, cileno Rodriguez, colombiano Carolina Barco, i vice ministri Urso e Baldassarri, Bruno Tabacci, Massimo d’Alema.

“La nostra attitudine di apertura e internazionale – ha commentato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano – ci porta d un ruolo di ponte economico e culturale tra Europa e centro-sud America. In questa direzione abbiamo organizzato un tavolo ampio ed internazionale, per condividere strumenti di sviluppo diffuso, capaci di promuovere, stimolare e valorizzare  un mercato ricco di potenzialità. Per questo puntiamo alla cooperazione tra le piccole e medie imprese del nostro territorio e del continente centro-sud americano.”

“Vorremmo offrire strumenti concreti – ha detto Bruno Ermolli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano per l’internazionalizzazione – per contribuire a incrementare i rapporti commerciali tra il nostro paese e l’area dell’America centrale e meridionale. Con un intervento impegnativo, a partire dalle nostre sedi presenti in questi Paesi e puntando alla realizzazione di nuovi strumenti finanziari.”

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Pubblicato il 17 Ottobre 2005
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