Parole, magie d’autore
Ieri all’Insubria un seminario per imparare a conoscere i segreti della comunicazione scritta
In punta di piedi nel misterioso universo della scrittura, tra sogno e informazione, riflessione e propaganda: il seminario ‘La magia della scrittura’, tenutosi ieri all’Insubria, si è rivelato un’occasione per avvicinarsi a elementi e tecniche della scrittura, cercare di riflettere al di là delle facili ricette preconfezionate del ‘bello scrivere’.
Dopo l’apertura dei lavori da parte di Enrico Argentiero, segretario di Comunica – Laboratorio di comunicazione pubblica&politica, che ha organizzato l’incontro insieme alla rivista Extralarge e al corso di Scienze della Comunicazione dell’Insubria, il seminario si è sviluppato come una tavola rotonda tra i relatori, animata dalle provocazioni di Roberta Guerini, redattrice istituzionale per la Presidenza della Regione Lombardia. Quattro le grandi questioni della mattinata: esiste un modello di scrittura efficace univoco in ogni ambito? Si possono imparare i segreti della scrittura? Lo strumento con cui si scrive influenza la comunicazione? Qual è la responsabilità della scrittura?
Ad introdurre il primo tema Paolo Bellini, docente di Teorie e tecniche della comunicazione di massa all’Insubria: non esiste un modello di scrittura univoco, la comunicazione scritta è per natura oggetto di interpretazione. Andrea Di Gennaro, basandosi sulla propria esperienza di giornalista, ha ribadito la necessità di riferirsi sempre al lettore quando si scrive; non esitono segreti, ma tecniche e trucchi per ogni ambito comunicativo. Alessandro Lucchini, scrittore e docente di scrittura professionale che ha dedicato il suo lavoro alla formazione, non ha dubbi: è più importante l’allenamento costante dei cosiddetti ‘talenti’; il suo motto è una frase di Ugo Oietti: ‘Credi in te stesso quando scrivi, dubitane come un nemico quando rileggi’;
Secondo Claudio Bonvecchio, presidente del Corso di Scienze della Comunicazione, ogni modello di stile dipende dal modello storico-sociale della società in cui trova ad agire: basti pensare alla scrittura fortemente ideologizzante dei paesi socialisti. Oggi la scrittura del mondo occidentale si esprime per immagini, più che riferendosi ad un quadro di riferimento filosofico-culturale; il rischio è che l’immagine tolga valore ai contenuti, facendo leva solo sul lato emotivo a scapito della riflessione. Si può imparare a migliorare la propria scrittura, ma bisogna tener presente che naturalmente ciascuno di noi ha appreso il modello di comunicazione immaginativo: riscoprire una scrittura più ‘interiorizzata’ e meditativa significa riscoprire la propria personalità.
Lo strumento influenza sempre lo stile: tutti i relatori si sono trovati d’accordo nel sottolineare l’importanza del mezzo di comunicazione. Pur non arrivando a concludere che ‘il mezzo è il messaggio’, come recitano molti interpreti di Mc Luan, occorre apprendere come approcciarsi ai nuovi strumenti mantenendo vivo il senso critico – i moderni mezzi tecnologici, come il pc, non permettono ad esempio di veicolare i contenuti tipici del linguaggio paraverbale.
Chi scrive mantiene sempre la responsabilità sulla sua creazione, ma è dotato di responsabilità anche il lettore, in cui si presuppone intelligenza e spirito critico: ‘responsabilità’ indica, letteralmente, l’abilità di rispondere. E’ Lucchini a sottolineare che la comunicazione si identifica sempre con una forma di manipolazione, non necessariamente negativa: ciascun comunicatore usa le parole per suscitare una qualche reazione da parte del suo interlocutore, come ben sanno i pubblicitari. Calvino stesso disse che ‘scrivere è nascondere qualcosa in modo che venga scoperto’.
Il seminario si è concluso con la presentazione del libro coordinato da Lucchini, da cui il seminario ha perso il nome: La magia della scrittura (Sperling&Kupfer Editori) è un interessante esperimento editoriale in cui 49 autori, tra cui lo stesso Lucchini, hanno accolto la sfida di lavorare davvero in comune e realizzare una raccolta di saggi organica e coerente, per mezzo di una bacheca elettronica; ogni scrittore, nella fase di stesura del proprio saggio, sottoponeva il lavoro a commento, critiche e revisioni da parte di tutti gli altri. Un progetto che ha richiesto due anni prima di essere concluso ma la cui costanza ben esprime l’ideale degli autori: scrivere meglio è solo un modo per comunicare meglio, comunicare meglio è un modo per vivere meglio.
Chi volesse scaricare gli atti del seminario può farlo visitando il sito di Comunica.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Malpensa e Superstrada blindate per le Olimpiadi: scatta la chiusura della 336
fratetoc su Malpensa e Superstrada blindate per le Olimpiadi: scatta la chiusura della 336
Andrea Camurani su Forti rallentamenti per neve, la situazione sulle strade in provincia di Varese
Bustocco-71 su Forti rallentamenti per neve, la situazione sulle strade in provincia di Varese
PaoloFilterfree su “Ho sfiorato il cielo”: Paolo De Chiesa racconta la sua vita dalle vittorie sugli sci al colpo di pistola al volto
PaoloFilterfree su La presidenza come feed






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.