Scambi culturali, ricco il programma dell’ITPA Casula
In viaggio in Cina e Canada. Il dirigente scolastico Oieni: «La scuola investe ancora risorse e entusiasmo»
Nell’ambito del progetto “Parlare arabo, cinese, giapponese per incontrare altre culture in Europa” promosso per il terzo anno consecutivo dalla Direzione Scolastica Regionale della Lombardia (che prevede l’attivazione di corsi di lingua e cultura araba, cinese e giapponese rivolti agli studenti delle scuole medie superiori della Regione), un gruppo di studenti dell’Istituto I.t.p.a. "Nuccia Casula" di Varese, accompagnato da due docenti, effettuerà uno scambio cultuale con gli studenti della “The high school affiliated to renmin university of china” di Pechino.
Lo scambio prevede il soggiorno a Pechino, ospiti le famiglie degli studenti cinesi, dal 7 al 15 ottobre: in tale occasione gli alunni visiteranno la Muraglia Cinese, la Città Proibita e il Tempio d’Estate, ma soprattutto seguiranno l’attività didattica, frequenteranno la scuola e vivranno in famiglia.
Nella prossima primavera saranno le famiglie degli alunni varesini ad ospitare gli studenti partner cinesi. Questo è l’ultimo di una rete di scambi culturali con l’estero che questo Istituto realizza da tanti anni e che ha visto e vede coinvolti Paesi extraeuropei come il Canada ed europei come la Germania, la Francia, il Portogallo, la Danimarca, la Grecia, la Polonia. Dal 13 al 20 ottobre infatti gli studenti di una classe del Liceo “Max born – gymnasium” di Backnang (Stoccarda) saranno ospiti delle famiglie degli strudenti dell’I.t.p.a. e dal 10 al 22 ottobre trenta ragazzi di questo Istituto, accompagnati da due docenti, effettueranno un soggiorno a Montreal (Canada) presso gli alunni dell’Istituto “Villa Sainte Marcelline”. Nella prossima primavera gli studenti delle scuole partner canadesi saranno ospitati dalle famiglie degli studenti italiani.
In questi anni centinaia di alunni di questo istituto hanno vissuto le realtà di paesi diversi, hanno frequentato Licei o Istituti stranieri , si sono confrontati con coetanei di varie culture, hanno parlato in inglese francese, tedesco e spagnolo, e centinaia di studenti stranieri hanno visitato Varese e la Lombardia, hanno ammirato le bellezze architettoniche e paesaggistiche della regione, hanno apprezzato le nostre montagne e i nostri laghi, hanno condiviso con le famiglie dei nostri studenti casa, cibo, abitudini e cultura.
«Tutto questo – spiega il dirigente scolastico dell’Istituto Rosario Oieni – si è potuto e si può realizzare per una scelta educativa mirata a favorire una formazione umana aperta verso il nuovo e a considerare la conoscenza di altre culture una arricchimento; per la disponibilità di un corpo docente sensibile ai bisogni degli studenti; per la collaborazione delle famiglie, consapevoli del futuro che aspetta i loro figli e disposte ad affrontare sacrifici economici anche per accogliere, seppure per un breve periodo, un ragazzo straniero. Voglio sottolineare che tutte le attività suddette non ricevono finanziamenti esterni: la scuola italiana, che spesso si dice essere “allo sbando”, i docenti che vengono additati come lavoratori delusi e frustrati, gli studenti che sono descritti come demotivati, in realtà investono ancora risorse ed entusiasmo e conseguono obiettivi qualificati.
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