Sull’ambiente siamo più forti noi
Due ore di incontro con il direttore del Ministero dell'ambiente dello stato di Washington
Ci si confonde spesso tra Washigton la capitale degli Usa e lo Stato di Washington, a nord ovest, la cui città più importante è appunto Seattle. Per evitare confusioni, gli americani usano sempre indicare la propria capitale con l’aggiunta del termine “DC” (pronuncia dì-sì) che sta per District of Columbia.
Lo Stato di Washington è invece cosa ben diversa (e per molti versi opposta) alla capitale: per immaginarlo dobbiamo pensare che è molto simile all’idea che ognuno di noi ha del Canada, che con lo Stato di Washington infatti confina. Foreste di pini e abeti maestosi, laghi, silenzio e tranquillità oltre a un clima mitigato da calde correnti oceaniche fanno di Washington uno stato tra i più belli e verdi degli Usa. In più si aggiunga che – essendo molto a nord – il sole arriva “di traverso” e crea una luce molto strana in tante ore del giorno.
Il Ministero dell’Ambiente dello stato di Washington ha sede in un modernissimo ufficio di vetro e acciaio all’inizio di un bel parco naturale. Dentro sembra di essere in un giardino giapponese, con tanto di pietre e acqua (finta) che scorre. Suoni ovattati, materiali di pregio e – nonostante il poco sole – tanta luce.
Mi ricevono in sei, ma è quasi solo il direttore a parlare. Per oltre due ore, toccando temi di interesse reciproco come la pulizia dei laghi, lo smaltimento dei rifiuti, o l’utilizzo di fonti rinnovabili.
Come Seattle ha la nomea di essere una città di sinistra (governata da una componente minoritaria della sinistra dei democratici), la Stato di Washington ha fama di essere il più ambientalista di tutti gli Usa. E in effetti qualche passo in avanti nell’attenzione all’ambiente lo hanno fatto.
In particolare mi colpisce che il governatore abbia proposto una sorta di “patto” con i cittadini, in cui sia il singolo cittadino sia lo stato si impegnano a rispettare le risorse naturali e ad adottare atteggiamenti eco-compatibili.
Si parla quindi di laghi da risanare (e ci scambiamo le esperienze reciproche), di collettori e depuratori, di utilizzo dell’idrogeno e delle fonti rinnovabili.
Siamo però sempre negli Usa, paese che non brilla nel campo della tutela dell’ambiente e che non ha tuttora ratificato il protocollo di Kyoto. Noi invece non solo come UE siamo all’interno del protocollo, ma come Provincia abbiamo sottoscritto anche gli accordi di Aalborg, che rappresentano un passo in avanti rispetto all’intesa giapponese.
Quindi eccomi a spiegare le scelte del piano rifiuti, la raccolta differenziata, l’eliminazione del sistema delle discariche e il superamento di quello della termodistruzione, il recupero del materiale e dell’energia.
E lo studente allora diventa quasi maestro, e desta attenzione e curiosità, riscuotendo consenso quando parlo dell’Olona, del lago di Varese o delle nostre percentuali di raccolta differenziata.
Per questi risultati devo dire ancora una volta grazie all’impegno di tutti i cittadini della provincia, che con una corretta cultura ecologica portate la nostra terra a livelli elevati nel campo dell’attenzione all’ambiente. Con sforzi che vengono sinceramente apprezzati anche qui, terra bellissima e all’avanguardia tecnologica.
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