Tiro incrociato sul Piano provinciale rifiuti

Silenzio imbarazzato dalla maggioranza, l'opposizione di centrosinistra, i comitati e le associazioni insorgono a gran voce in Commissione Ambiente

Sul Piano provinciale rifiuti la posta in palio è ormai altissima. In ballo c’è la quasi certezza di esser costretti a tenersi l’impianto Accam a tempo indeterminato. Infatti nel Piano si dice
che Accam dovrebbe essere ristrutturato per bruciare combustibile da rifiuti (Cdr) anzichè normali rifiuti selezionati come oggi (sia pure con’eventuale, ed improbabile, opzione per la costruzione di un impianto ex novo). Borsano non ci sta e ieri sera, in Commissione Ambiente e Territorio, tenutasi ancora una volta nella sede distaccata borsanese di piazza Gallarini, c’era mezzo rione. Non solo, ma a spalleggiare le posizioni del locale Comitato ecologico inceneritore e ambiente sono giunti anche i ragazzi dell’Athletic Runner & Climber Busto Arsizio, gruppo sportivo legato a Comunità Giovanile, per ribadire che la Busto è circondata di infrastrutture altamente inquinanti, e che un impianto di trattamento rifiuti a Borsano non è più pensabile. Per il Comitato è tempo che i politici bustesi si assumano le proprie responsabilità verso gli elettori: non si accetta nulla di meno che il blocco a qualsivoglia ipotesi di ammodernamento (revamping) dell’impianto e la sua demolizione nei tempi previsti dalla convenzione Busto-Accam, peraltro mai ratificata dal Cda dell’ex consorzio. "Il Cdr non è la soluzione dei problemi, è comunque inquinamento" per i borsanesi.

La riunione di commissione prevedeva di prendere nota delle osservazioni al piano provinciale rifiuti da votare poi in Consiglio comunale giovedì 20 per sottoporle all’attenzione della Provincia. Buona parte della maggioranza ha mantenuto un imbarazzato silenzio, e la Lega, Sindaco Rosa a parte, non ha mandato nessuno ad ascoltare la discussione. Le osservazioni di Enrico Salomi (Udc) avevano quale richiesta chiave la separazione dell’area Malpensa dal sub-ambito sud-ovest (corrispondente ai Comuni Varesini dell’ex consorzio Accam, ndr). Il presidente della commissione Carlo Fontana (FI) ha chiesto invece che la ristrutturazione di Accam sia depennata dall’elenco delle proposte del Piano. Per Angelo Lofano (Prc) il Piano è "superficiale": dai comunisti veniva un no all’idea del "business da Cdr sulla pelle della gente" e si esprimeva il timore che si blocchi la raccolta differenziata per produrre e piazzare sul mercato più Cdr, specie in tempi di tagli alle finanze degli enti locali. Infatti i rifiuti necessari a rendere economicamente utile un simile impianto dovrebbero giungere per due terzi da fuori provincia, in barba alle belle parole sull’autonomia gestionale in materia di rifiuti – il Cdr, come rifiuto speciale, sfugge a queste regolamentazioni. Infatti lunedì vari consiglieri comunali hanno visitato l’impianto di Dalmine (BG), che ha una capacità di 1200 tonnellate di Cdr al giorno e deve importare da fuori provincia oltre il 70% del proprio "combustibile". Considerando che "l‘unica forma di recupero gestibile direttamente tramite il Piano è quella termica, i recuperi di materiali sono compito dei consorzi obbligatori e quindi non necessariamente attuabili sul territorio", come scritto dalla Provincia nelle risposte alle domande di Rifondazione, c’è di che preoccuparsi. Ancora più esplicitamente negativa la presa di poszione di Angelo Verga (Progressisti): "Il Piano non sta in piedi, è da rigettare". Il culmine si è raggiunto con la lettura delle osservazioni inviate in provincia dal sub-ambito sudovest, di cui Busto Arsizio fa parte, in cui si fa conto su Accam come centro di smaltimento per Cdr, mascherato da "rilancio in chiave ecologica/ambientalista" (???) dell’impianto. Su questa base Valerio Mariani (Margherita) ha
attaccato la maggioranza, "che non ha rispettato il suo mandato nelle riunioni di sub-ambito". Rosa, dopo aver risposto duramente a Mariani, ha annunciato che saranno stilati due documenti di osservazioni, uno destinato alla Provincia ed uno al sub-ambito. "Bisogna assumere una posizione comune, non attribuire colpe politiche": questo il Rosa-pensiero. Il capogruppo dei progressisti Alberto Grandi ha abbandonato l’aula dopo aver gridato al Sindaco di dire una buona volta cosa pensava del Piano, e su questa scena finale è calato il sipario. Busto è sola, e da sola dovrà affrontare la battaglia per non esser ancora una volta ridotta a pattumiera.

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Pubblicato il 19 Ottobre 2005
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