Un “Pacs” avanti per estendere i diritti

Venerdì sera, alla Palazzina della cultura, iniziativa dei Ds per promuovere i patti civili di solidarietà

In Italia ci sono cicra due milioni di persone che vivono insieme senza che gli vengano riconosciuti i diritti riservati alle coppie sposate. Partendo da questo dato di fatto i Democratici di sinistra varesini lanciano la campagna per l’approvazione della proposta di legge sull’istituzione dei Pacs, i patti civili di solidarietà modellati sull’esempio francese.

«Si tratta di una proposta di legge progressista che va incontro alla società moderna, purtroppo sui temi dei diritti civili siamo il fanalino di coda dell’Europa» afferma Laura Prati, della Segreteria provinciale della Quercia. «Alle coppie di fatto – continua la Prati – non vengono riconosciuti diritti riguardanti il patrimonio, non possono beneficiare delle agevolazioni fiscali, sono tagliate fuori da alcune politiche sociali come i bandi per l’assegnazine di case popolari». Per far conoscere meglio questa realtà i Ds hanno organizzato un incontro alla Palazzina della cultura di via Sacco, venerdì prossimo alle 21.00. “Un Pacs avanti verso il patto civile di solidarietà” è il nome dell’iniziativa, che vedrà tra i relatori anche Luca Carignola, responsabile giustizia della Quercia. «Le coppie di fatto sono una realtà che non si può ignorare – afferma Carignola – lo stesso Parlamento europeo ha più volte richiamato l’Italia sulla necessità di legiferare in questo senso e di emanare delle norme antidiscriminatorie. Un intervento legislativo è necessario anche perché si sta creando una giurisprudenza contrastante che rischia di complicare ulteriormente le cose». L’incontro di venerdì avrà anche un carattere generazionale, con la presenza di Viriginia Bianchi, della segreteria dello Spi-Cgil, e Marzio Molinari, segretario provinciale della Sinistra giovanile. «Molti anziani, spesso vedovi, decidono di convivere anche per mutua assistenza, per meglio affronatre le difficoltà della vita. Alla morte di uno dei due – afferma la Bianchi – rischiano di nascere controversie legate all’eredità difficilmente risolvibili senza una legislazione in materia».  Molinari sottolinea invece come la convivenza al di fuori del matrimonio sia ormai una prassi molto diffusa tra le giovani generazioni: «La società cambia e la politica deve saper interpretare questi cambiamenti, i Pacs devono essere un punto qualificante del programma dell’Unione per le prossime elezioni». La proposta di legge dei Ds, se approvata, andrebbe a colmare il vuoto legislativo esistente anche su questionio legate ai figli come il congedo paterno, oppure la possibilità di assentarsi dal lavoro in caso di malattia del partner. Insomma, tutti quei diritti riservati alle coppie regolarmente sposate che non vengono però riconosciuti a chi non si riconosce nell’istituto del matrimonio. In provincia di Varese, secondo un’indagine condota nel 2003, le coppie di fatto sono il 4% del totale.

I Pacs prevedono un atto giuridico da parte della coppia davanti al notaio oppure ad un funzionario comunale, e riguardano sia le coppie eterosessuali che quelle omosessuali. Inevitabile quindi che la proposta di legge non piaccia a certi settori del cattolicesimo. «Lo Stato deve tutelare tutti i cittadini, delle scelte personali ciasuno risponde alla propria coscienza, non al Vaticano» taglia corto Virginia Bianchi. «La Chiesa è un’importante presenza culturale del Paese, ma questo non vuol dire che il parlamento debba legiferare secondo le Sacre scritture» le fa eco Molinari. Secondo Carignola è sbagliato vedere i Pasc come un ennesimo momento di scontro tra laici e cattolici: «Molti cattolici democratici sono favorevoli a questa regolamentazione, d’altronde in questa legislatura sono state presentate proposte analoghe da esponenti di Forza Italia e persino da Alessandra Mussolini».

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Pubblicato il 19 Ottobre 2005
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