Bestie di Satana: tutti casi psichiatrici

È stato il giorno dei periti.Paolo "Ozzy" non è un leader e la Ballarin sarebbe stata incapace di intendere e di volere al momento del delitto Pezzotta

Questa mattina al processo alle Bestie di satana è stata la volta delle perizie psichiatriche. In aula sono sfilati, infatti, Giuseppe Sartori e Adolfo Francia, gli psichiatri di parte che avevano il compito di analizzare Paolo "Ozzy" Leoni, Eros Monterosso ed Elisabetta Ballarin.
Sartori ha affermato che Eros Monterosso non distingue tra realtà e immaginazione, al di fuori di situazioni strutturate, come ad esempio nell’ambito del lavoro. Già durante il servizio militare aveva dato segnali di squilibrio tanto da essere definito soggetto borderline. Adolfo Francia ha definito Paolo "Ozzy" Leoni soggetto con una personalità complessa, con tratti borderline, tendente alla depressione, con impulsi violenti e autolesionistici. Un segnale sarebbe stato il tentativo di suicidio mancato in metropolitana. Inoltre, secondo lo psichiatra, Ozzy non avrebbe la personalità del leader, come invece sostenuto dall’accusa e damolteplici testimonianze in aula. A riguardo di Elisabetta Ballarin, Francia ha sostenuto che la ragazza ha una personalità fragile e dipendente, difficoltà a esprimersi autonamente ed era stretta da un legame simbiotico con Andrea Volpe, tanto da poter affermare la sua incapacità di intendere e di volere al momento del delitto anche a causa delle droghe assunte. Su Nicola Sapone, infine, Francia non ha svolto una vera e propria relazione, ma, incontrandolo, lo ha descritto come un tipo nettamente diverso da Ozzy: "Non esplosivo, direi piuttosto riflessivo". In aula anche la madre di Marco Zampollo, che ha dichiarato di aver saputo che il figlio assumeva droghe solo in occasione della prima perquisizione a casa da parte degli agenti, essendo stato il figlio stesso ad ammettere alla madre di aver nascosto in casa un po’ di fumo. In tutti i casi esaminati sono emerse storie di difficile vita familiare e di tragedie:
abbandoni, separazioni tra genitori, perdite precoci (la sorella di Ozzy, morta di tumore, nel ’96) e malattie (la sorella di Zampollo, gravemente invalida). Va segnalato che in un paio di occasioni i testi della difesa (ben diciassette quelli ascoltati oggi, inclusi i periti) sono stati usati per gettare un’ombra su quelli dell’accusa, andando a rivangare spiacevoli vicende che tuttavia nulla avevano a che fare con il processo in corso.

Sentiti il maestro Bonomelli, che insegnava arti marziali di Monterosso e Claudio Fusè, compagno di corso dell’imputato. Quest’ultimo ha dichiarato che la sera del delitto Marino Tollis, lui e il Monterosso sono stati insieme fino alle 22 e 30 ad una esibizione di Jeet Kune Do   (l’arte marziale creata da Bruce Lee nelgli anni Sessanta) e che dei successivi spostamenti dell’amico, dopo la separazione in metropolitana, non sa nulla.
Sentiti anche i colleghi di Paolo Leoni, i quali hanno ribadito che era molto difficile uscire durante l’orario di lavoro alla Metro di Cesano Boscone a causa dei numerosi controlli in entrata e in uscita. In aula anche un paio di vicini casa dei Leoni che hanno affermato che in quella famiglia non c’erano cose strane e che sono brave persone. La madre di Ozzy, Carla Leoni, ha a sua volta sottolineato di sapere ben poco della passione satanica del figlio e del marito Corrado , se non che in casa vi era qualche libro a tema esoterico, "ma solo due o tre". "Mio marito in ospedale psichiatrico (a Reggio Emilia, dove fu rinchiuso per l’assassinio di maddalena Russo nel 1985) era divenuto seguace di Sai Baba" ha ripetuto la donna.
Sulla scelta del figlio Ozzy di pitturare di nero la sua stanza la donna ha riferito che il figlio voleva riprodurre la stessa atmosfera del bar Midnight, dove lui e i suoi amici metallari si trovavano abitualmente. Tra le testimonianza, anche quella dell’ultima fidanzata di Ozzy prima dell’arresto
.

Un’altra madre ascoltata in aula, al termine della lunghissima seduta odierna (terminata alle 17 circa) è stata Lucia Amighetti, mamma di Eros Monterosso: "In casa mia c’erano più simboli sacri che in chiesa, a paragone" ha detto la signora cercando di dissociare il figlio dall’alone di satanismo che permea la vicenda. "Eros soffriva molto nei primi mesi nel ’94, aveva problemi sentimentali, a volte piangeva. In un mese e mezzo fece due incidenti d’auto. Poi un giorno mi ha salutato, e quando l’ho rivisto era in cella" ha ricordato in lacrime.

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Pubblicato il 08 Novembre 2005
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