Consiglio comunale, battaglia sulle tariffe degli autobus

In discussione il Piano trasporti comunali, forti critiche di metodo e di merito dal centrosinistra; inevitabili aumenti delle tariffe. Silenzio di tomba sulla crisi, soffocata dagli interventi dall'alto

La seduta di Consiglio comunale di ieri sera è stata decisamente più tranquilla di quelle precedenti per il sindaco Rosa, che pare avere trovato un attimo di tranquillità dopo i "titoli di coda" annunciati per la sua aministrazione appena due settimane fa. Silenzio pressochè assoluto, infatti, sulla sfiducia al sindaco che due settimane fa pareva all’ordine del giorno, salvo essere messa in soffitta dalle segreterie milanesi di Lega e Forza Italia. Una riunione di Forza Italia tenutasi in giornata non avrebbe raggiunto l’unanimità su un documento da leggersi in aula. Visto che nessuno sollevava la questione, sulla stessa si è "glissato" con un sospiro di sollievo.

Il consiglio ha approvato la delibera relativa al Piano trasporti comunale, emendata da Cicero (FI) per prevedere sconti per gli anziani e gratuità per alcune categorie di disabili e da Crespi (FI) per attribuire con chiarezza alla sola Giunta ogni decisione in materia di aumenti e salvaguardare così la formale regolarità del testo in approvazione. Bocciata, invece, la mozione di Berteotti (Margherita), che chiedeva di contenere gli aumenti annui degli abbonamenti a non più del 10% massimo.

La delibera è stata presentata dall’assessore Albé. Ne era stato espunto un passaggio, relativo alla quantificazione precisa della nuova tariffa in 0,90 euro a biglietto singolo (contro gli 0,72 attuali), in quanto definire le singole tariffe spetta alla Giunta, non al consiglio che invece può approvare un piano tariffario nel suo complesso, dando un indirizzo ma non indicazioni precise: questo ha ribadito Speroni fino allo sfinimento. "È vero, la Giiunta ha sbagliato nel presentarci il documento così, ma in consiglio ce ne siamo accorti e lo abbiamo emendato" ha detto poi Speroni, incalzato dal centrosinistra. Alberto Grandi (Progressisti) è entrato nel merito del piano con le sue critiche (leggi qui un articolo con le sue posizioni in materia), chiedendo perchè mai il quartiere di Sant’Edoardo, così popoloso, appaia ignorato dalle nuove linee proposte, e perchè il centro risulti servito sempre ad una certa distanza dai luoghi d’interesse. "Questo piano peggiora il servizio, chi l’ha stilato non conosce Busto e non prende mai l’autobus". Sulla questione tariffaria, Grandi è stato duro: "Chi paga per tutti questi nuovi minibus, navette, corse più frequenti: Babbo Natale? Approvando questo piano le tariffe aumenteranno per forza, ma forse qui qualcuno non vuole assumersene la responsabilità".

Ma c’è un altro punto di critica importante. "Questa delibera non ci presenta nulla di più di uno studio preliminare: in pratica è una delega in bianco alla Giunta" denunciava Valerio Mariani, spalleggiato dai colleghi della Margherita. Corrado (Rifondazione) ha lamentato la mancanza di una definizione precisa di linee e orari (salvo vedersi poi mostrare dal presidente Speroni una mappa dei nuovi percosi), e ha ricordato che due anni fa il Consiglio approvò una sua risoluzione per garantire autobus gratis durante i blocchi totali del traffico – risoluzione attuata poi solo la prima volta. L’unico riferimento alla "crisi con retromarcia" innescatasi proprio sull’asse Rosa-Agesp è stato fatto da Nino Pellegatta (AN): "Sul no ad aumenti ingiustificati siamo tuttti d’accordo, ma è Agesp stessa a richiedere tariffe più alte. Signor sindaco, spieghi ai cittadini perchè servono prezzi dei biglietti più alti". E che aumenti: come Alesandro Berteotti faceva notare, "oggi per i miei due ragazzi paghiamo 126 euro annui di abbonamento al bus, con questo piano ne sborseremo 184; un aumento del 45%".
Anche Crespi (FI) interveniva per proporre il suo emendamento alla delibera sotto tiro ("non vorrei che votandola costringessimo la Giunta a sottoscrivere aumenti già decisi"). Dopo l’approfondimento di questioni tecniche,  e due interruzioni della seduta, chieste da Porfidio per consultazioni nella maggioranza, e dopo che Porfidio stesso, protagonista di accese discussioni con esponenti del centrosinistra, era stato accompagnato in ospedale per un lieve malore (attimo di apprensione in aula), la discussione è ripresa. Gigi Farioli (FI) ha respinto al mittente le accuse di mancanza di responsabilità da parte dell’opposizione, salvo essere fustigato – incassando peraltro con stile – da Corrado: "Fa piacere vederti ancora tra noi, ma non eri quello che doveva dimettersi per serietà e coerenza?". Infine, il voto, e un’unica certezza: il biglietto aumenterà..

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Pubblicato il 23 Novembre 2005
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