Formaggio alla cocaina dai Caraibi: dieci arresti

La Guardia di Finanza e la Procura della Repubblica di Busto Arsizio hanno dato vita ad una operazione contro il narcotraffico dopo il sequestro di 21 chili di stupefacenti ad un corriere

Ventun chili e duecento grammi di cocaina sequestrata e dieci arresti eseguiti. È il risultato di una maxioperazione antidroga condotta dal comando della Guardia di Finanza del gruppo di Malpensa coordinata dal procuratore capo di Busto Arsizio Francesco Dettori e dal sostituto procuratore Luca Gaglio. L’operazione è iniziata nel giugno scorso quando a Malpensa è stato fermato L. M., un corriere italiano che aveva con sè 20 chili di cocaina nascosti in doppi fondi della valigia, nei tacchi delle scarpe, ma soprattutto in quelle che sembravano a tutti gli effetti cinque confezioni di formaggio. Da qui il nome dell’operazione Caribbean Cheese, ovvero formaggio caraibico.

L’operazione è stata illustrata dagli inquirenti in una conferenza stampa presso il Tribunale di Busto. L’indagine, nella ricostruzione del pm Gaglio, parte il 27 giugno scorso con l’arresto di L.M. e il sequestro dell’ingentissima partita di coacaina che aveva con sè, oltre che di un’agenda telefonica con vari recapiti utili agli inquirenti. In seguito l’arresto di un secondo corriere, M. F., sorpreso il 23 agosto all’aeroporto di Bologna con un chilo di coca nelle scarpe. Dopo complesse indagini fiscali e bancarie, intercettazioni telefoniche ("che ad un certo momento abbiamo temuto di dover interrompere, per le regole che si volevano imporre al riguardo" riferisce Gaglio) e pedinamenti, il cerchio si chiudeva. Si delineava il quadro di un’organizzazione che importava cocaina dalla Repubblica Dominicana.
Il capofila, Francesco Nigro (foto), 29enne buttafuori ed ex guardia giurata di Vicenza, veniva catturato il 28 ottobre dopo un rocambolesco inseguimento, prima in autostrada da Ventimiglia a Vicenza, poi, ad altissima velocità, su strade statali ed urbane fino a Torri di Quartesolo, la frazione vicentina dove, dopo violenta resistenza, veniva ammanettato. Al fermo per resistenza e violenza a pubblico ufficiale seguiva l’arresto, prima che Nigro potersse essere scarcerato. In seguito, mercoledì 16 novembre venivano arrestati gli altri componenti della banda: la
22enne convivente dominicana (di origini italiane) del Nigro, Ycerina Piccirillo, che un mese fa ha partorito un bambino; Rodolfo Antonio Almonte, il "calzolaio" del gruppo che nascondeva la coca nelle scarpe ("nella Repubblica Dominicana sono veri professionisti nell’occultamento della droga" raccontava il colonnello Ravaioli, comandante provinciale della Guardia di Finanza, presente con il tenente col. De Francesco responsabile di Malpensa). E ancora: Andrea Guerriero; I.F., che lavorava in locali notturni del Vicentino, P. L., commerciante, E. C., imprenditore (e destinatario di grosse partite di droga) ed il disoccupato S. G., tutti di Vicenza. La banda spacciava dal Veneto alla Lombardia e all’Emilia, guidata dal Nigro, che Gaglio ha definito un elemento "irrefrenabile, istrionico ed iperattivo". per dare un’idea del personaggio, basti ricordare che in un’occasione ha viaggiato in aereo con il corriere, tentando poi di distrarre il personale addetto al controllo bagagli e raccontando di essere un ex poliziotto. Durante l’inseguimento da parte delle forze dell’ordine, avvenuto mentre tornava in automobile da Barcellona, avrebbe poi chiamato il 113 e la stradale dicendosi inseguito da malviventi e provocando un caos notevole. "È stato difficilissimo intercettare le sue comunicazioni, cambiava utenze di continuo" ricorda il pm.
Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere e importazione di sostanze stupefacenti (artt. 110 e 56 c.p.),
produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope con aggravanti specifiche (artt. 73 e 80 del dpr 309/90).

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Pubblicato il 18 Novembre 2005
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