I commercianti: “Stop all’invasione degli ipermercati”

Unanime la condanna delle scelte della Regione in favore delle maxi-strutture commerciali. Da Mazzoleni (CNA) critiche a Busto e alle sue scelte progettuali ed amministrative

Al Forum programmatico dell’Unione di ieri sera non è mancata una qualificata presenza di commercianti ed artigiani. Gli esponenti di Ascom, Confcommercio e CNA hanno esposto progetti e lagnanze di cui il centrosinistra farà bene a tenere conto nel redigere i propri programmi per il governo della città.

Bruno Ceccuzzi di Ascom ha deplorato lo stato del commercio bustocco, in crisi – 150 aperture di nuovi esercizi contro 223 chiusure nel quinquennio 2001-2005 – anche a cusa dell’aggressiva espansione degli ipermercati, i quali godono di molti vantaggi, quali le economie di scala derivanti dalle dimensioni dei grandi gruppi che li controlano, e, da non sottovalutare, ampi parcheggi gratuiti. Ceccuzzi ha attaccato le
amministrazioni comunali che hanno consentito l’espansione selvaggia
degli ipermercati a danno del commercio locale, dell’ambiente e del
traffico, spesso in cambio "del biblico piatto di lenticchie:
un cavalcavia qui, una rotonda là, un asilo…". La
soluzione più umana sarebbe per l’esponente di Ascom quella di creare dei "centri
commerciali naturali"
nei centri cittadini, mettendo insieme
le forze del commercio tradizionale e, soprattutto, offrendo quello
che più serve ai cittadini: i parcheggi, "vero
motivo di successo degli ipermercati". Torna sul tema parcheggi
anche Giorgio Gusella di Confesercenti: "Farli a
pagamento in tuta la città non è certo un regalo agli utenti ed al commercio:
alla prossima Giunta chiederemo di togliere i parcometri e
rimettere il disco orario". Per Gusella "Busto paga i danni
urbanistici ed ambientali degli ipermercati altrui", quelli
spuntati come funghi su tutte le strade in uscita dalla città;
"e il responsabile ultimo ha un nome e un cognome: Roberto
Formigoni
, è la sua Giunta che ha voluto e permesso questo
scempio, anche se pure qualche Comune di opposta appartenenza
poltiica approfitta della situazione".

Ma l’intervento più
duro è stato quello di Gianni Mazzoleni di CNA, davvero spietato nel suo ritratto di Busto Arsizio. "Il Comune ha fatto un Piano integrato di sviluppo locale (PISL) da solo, mentre tutte le altre città circostanti, persino Gallarate, collaboravano con i Comuni confinanti. Sapete come è stato soprannominato il PISL di Busto? Il PISL delle fogne, perchè queste erano le principali opere previste. E anche le altre, come i Molini Marzoli, non hanno avuto grande successo. Centrocot dai Molini Marzoli vuole andarsene, e il Polo Scientifico-Tecnologico Lombardo è in difficoltà, anche perchè soffre la concorrenza di Euroimpresa che da Legnano si muove con ben altro dinamismo. La verità è che forse 144 centri d’eccellenzaa vario titolo in tutta la Lombardia sono troppi, anche se molti insistono a volere i propri ad ogni costo". Per tacere poi della struttura fieristica di MalpensaFiere, che secondo Mazzoleni "è già in stato di pre-agonia, tanto che se ne stanno studiando le possibilità di riconversione". Circa infine la proposta di un’agenzia provinciale per lo sviluppo, ventilata di recente e ricordata durante la riunione, Mazzoleni è chiaro. "Ma noi ce l’abbiamo già un’agenzia per lo sviluppo: la Camera di Commercio di Varese".

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Pubblicato il 29 Novembre 2005
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