Il disarmo passa per l’e-mail

I sostenitori della proposta di legge regionale per la riconversione dell'industria bellica si appellano ai cittadini perchè premano sui consiglieri regionali

I promotori della proposta di legge regionale per la promozione del disarmo e della riconversione hanno una nuova freccia al loro arco. Per proseguire con forza la campagna ricorreranno alla "pressione informatica" sui consiglieri regionali. Come? A suon di e-mail, naturalmente. 

Così, dopo aver raccolto 15.000 firme di cittadini lombardi a favore dell’iniziativa, grazie all’impegno di Carlo Gubitosa di PeaceLink e di Alberto Stefanelli che gestisce il sito della Rete regionale per il Disarmo, è stata creata una pagina web che consente a chiunque vi acceda e lasci nome, congnome, e-mail, e se vuole un messaggio, di inviare una mail ad ognuno degli 80 Consiglieri regionali per chiedere il loro appoggio ed il loro voto sulla legge (oggi in Commissione Attività produttive). Accedendo al sito: http://www.disarmolombardia.org/appello.php è possibile con un solo click del mouse inviare una mail già predisposta agli 80 consiglieri regionali.

Questo il testo della mail:

Gentile Consigliere Regionale,
Mi rivolgo a lei raccogliendo l’invito della Campagna Disarmolombardia, per farle presente che e’ depositata presso la IV Commissione "Attivita’ Produttive", la Proposta di Legge Regionale di Iniziativa popolare "Istituzione dell’Agenzia regionale per lo studio e l’attuazione dei progetti di riconversione dell’industria bellica e per la promozione dei progetti e dei processi di disarmo".
L’hanno proposta oltre 15000 cittadini lombardi su indicazione di importanti associazioni ecopacifiste, laiche, cattoliche e dalle principali organizzazioni sindacali lombarde.
Questa p.d.l., volendo rilanciare migliorandola, estendendone e contestualizzandone i compiti al nuovo scenario di guerra, l’esistente Agenzia per la riconversione, vuole dare un contributo significativo alla costruzione della pace.
La costruzione della pace, infatti, non puo’ prescindere dal disarmo e dalla riconversione dell’industria bellica e dunque, anzitutto dalla preparazione delle condizioni per la loro implementazione.
Le chiedo dunque anch’io di appoggiare questa proposta e di contribuire a trasformarla in legge attraverso il Suo voto quando essa sara’ discussa e votata in Consiglio Regionale.
Ritengo molto importante il Suo voto, e mi riservo di far conoscere, con i mezzi che mi sono propri, alla pubblica opinione quelli che saranno i suoi orientamenti.
Nella speranza che prevalga in Lei il senso di responsabilita’ nei confronti di una Umanita’ cosi’ martoriata dalla guerra, qualsiasi sia la forma che essa assume, e cosi’ bisognosa di pace, la ringrazio per l’attenzione.

Vi prego, ora, di diffondere alla conoscenza di tutti i Vostri associati, e di tutti coloro che siete in grado di raggiungere, la possibilità di continuare la campagna di sostegno alla legge in questo nuovo modo, che abbiamo chiamato:
"Disarma e Riconverti" i consiglieri regionali con la tua e-mail

Questo è il periodo più delicato ed importante, se non otterremo l’approvazione della Legge potrebbero passare anni prima che si possa ridiscurere un intervento di questo livello…

2- Vi ricordo pure la necessità di preparare tutte le iniziative possibili in termini di mobilitazione e di azione sulla stampa per il 18 dicembre p.v. (a sostegno della stessa p.d.l.), data limite entro la quale l´Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, dovrà iscriverla nel calendario dei lavori del consiglio regionale. (Se non lo farà essa si considera iscritta di diritto all´ordine del giorno del consiglio e dovrebbe essere discussa nella prima seduta, con precedenza su ogni altro argomento…, ma ci dicono che in realtà la Giunta potrà fare il bello e brutto tempo e sottrarre a lungo al Consiglio la possibilità di discuterla e ci auguriamo approvarla).

Colgo l’occasione per ringraziare tutte le associazioni e tutte le persone che si sono impegnate in questa lunga iniziativa, e che ancora oggi, proponendo la richiesta di essere sentiti dalla IV Commissione, dimostrano la volontà di continuare a costruire, anche nella nostra Regione, le condizioni della pace.

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Pubblicato il 24 Novembre 2005
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