Inaugurata all’ospedale la Tac a 64 strati

È uno strepitoso strumento per fare diagnosi è l'ultima frontiera tecnologica per la diagnostica ad immagini. presenti universitari e ospedalieri

La Tac a 64 strati è uno strepitoso strumento per fare diagnosi. Senza enfatizzare si puo’ definire come l’ultima frontiera tecnologica per la diagnostica ad immagini. Questa apparecchiatura consente valutazioni e studi di altissimo profilo di tutto il corpo umano. La Tac a 64  strati, in  esercizio da un paio di mesi, è stata  inaugurata ufficialmente dai vertici ospedalieri con un incontro  ad hoc  che  si è svolto nella palazzina polivalente del  “Circolo”. Per l’occasione si sono trovati  esponenti  di quelle armate universitarie e ospedaliere che molto hanno da ridire sull’organizzazione sanitaria regionale.

Gli ospedalieri, essendo  sotto il diretto controllo dell’azienda e quindi nel raggio della gittata dei suoi  fulmini, si muovono come  adepti di una  nuova carboneria, gli universitari invece hanno il loro  Rommel   nel preside Cherubino che  compie devastanti raid  nelle linee nemiche. L’ultimo dei quali  nei giorni scorsi: infatti Il preside di medicina e chirurgia dopo un primo lancio di missili dalle colonne de La Provincia, ha poi intensificato il bombardamento sull’azienda ospedaliera e la Regione sparando pesanti bordate dalle postazioni de La Prealpina.

In molti  mi hanno chiesto lumi sui motivi di questo  poderoso  attacco dell’ Università: non facendo parte del comando strategico  dell’ateneo non ho potuto  dare spiegazioni, mi sono limitato a fare una semplice constatazione. Mesi or sono le stesse  valutazioni  fatte oggi Paolo Cherubino le aveva affidate a Varesenews e si era scatenato un pandemonio. Mi sembra logico che ,aldilà di eventuali nuovi piani di battaglia, gli ambienti accademici  una volta di più  si siano sentiti  presi in giro dal  Pirellone  che dopo tanto tempo  non ha ancora battuto un chiodo. E  quando, dopo la sortita su La Provincia, ci sono stati politici che hanno invitato a riflettere sulla parole del preside (!!!), indubbiamente la lobby accademica si è  vista sfottuta  di  nuovo  e rozzamente.

Forse è anche saltato  l’armistizio tra Formigoni e  il rettore Dionigi, che si erano stretti la mano, prima delle elezioni, al

Pirellino  di viale Belforte.

In ogni modo quello che Paolo Cherubino chiede da tempo lo chiedono anche  i cittadini e i cronisti del partito della gente. Ma abbiamo tutti di fronte una realtà sconfortante: abbondano  per   l’ospedale di Circolo  i programmi e le buone intenzioni,  invece  mancano certamente i  soldini. E non solo.  Se infatti  guardiamo al recente passato , al presente e al futuro  possiamo ben dire che già oggi non abbiamo più chiappe per prendere calci dai  fratelli milanesi.

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Pubblicato il 14 Novembre 2005
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