La Lombardia “stagnante” cerca di riprendersi

Il quadro è emerso dalla giornata di dibattito sulla competitività del sistema lombardo organizzata e promossa da Unioncamere Lombardia

E’ una Lombardia con luci e ombre quella che emerge dalla giornata di dibattito sulla competitività del sistema lombardo,  organizzata e promossa da Unioncamere Lombardia. Una giornata dove hanno partecipato 180 amministratori di 11 Camere di Commercio regionali.

«Elaborando alcuni dati sintetici del rapporto 2005 dell’IMD sulla competitività di 60 economie regionali – ha sottolineato Alberto Quadrio Curzio, preside della facoltà di Scienze politiche e ordinario di Economia politica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,  nella sua relazione – si può notare che la Lombardia si è classificata al 41° posto su 60, contro la 53° posizione dell’Italia. Una performance registrata a fronte di alcuni punti di forza innegabili: la Lombardia è al 4° posto per quota di export sul fatturato, al 6° per PIL prodotto per occupato, al 7° per PIL pro capite e tasso di occupazione, al 13° posto per investimenti sul PIL complessivo. Ha registrato invece performance particolarmente negative in relazione alla tassazione complessiva sul PIL (52° posizione); nella ricerca di base, nell’inquinamento, nell’attrazione di capitali esteri, nel costo dell’elettricità (55° posizione); nella qualità del trasporto aereo (56° posizione); nella crescita del PIL pro capite, nella percentuale di contributi sociali sul PIL pro capite e nella crescita produttiva per occupato (59° posizione) ed infine per il livello di tassazione effettiva sul PIL pro capite ed il tasso di crescita del PIL (60° posizione su 60).

 

Quella di Quadro Curzio, alla fine della sua relazione, è una diagnosi difficile: «Il quadro di un’economia che pur partendo da posizioni di grande forza sta vivendo un complessivo momento di stagnazione malgrado alcuni indicatori come la produttività ed il tasso di operosità siano estremamente significativi nel confronto con le altre “regioni motore d’Europa” come Baviera, Rhone-Alpes, Catalogna».  Per questo il professore  ha concluso invitando i rappresentanti delle Camere di Commercio ad appoggiare un “progetto  LIIRA” (Laboratori, istruzione, imprese, reti e aggregazioni) che possa incidere su alcune debolezze strutturali rispetto alle altre regioni motore ed in particolare la spesa in Ricerca e Sviluppo, il numero dei laureati, la dimensione media delle imprese manifatturiere per aumentare il tasso di innovatività lombarda grazie anche al progetto delle Camere di Commercio europee per diventare rete di supporto fra Università e Centri di ricerca rispetto alle Piccole e medie imprese.

 

Tra gli intervenuti anche, Giulio Sapelli, ordinario di Storia Economica dell’Università degli Studi di Milano, che ha relazionato sul ruolo delle Camere di Commercio nella riforma istituzionale secondo i principi di sussidiarietà e liberalizzazione è tornato nel suo intervento Carlo Sangalli, presidente di Unioncamere Nazionale, mentre il Presidente della Regione Lombardia,  Roberto Formigoni,  collegato in videoconferenza, ha ricordato come siano intensi e produttivi i rapporti  fra Regione Lombardia e Sistema Camerale regionale; una collaborazione che è  strumento essenziale per lo sviluppo della competitività del “sistema Lombardia”.  Francesco Bettoni, Presidente di Unioncamere Lombardia, ha poi concluso i lavori ricordando che l’imprenditoria lombarda, malgrado il momento congiunturale critico e complesso, sta dimostrando sul finire del 2005 un forte recupero di ottimismo, a  riprova di quella “imprenditività” che è una delle caratteristiche dello spirito regionale.

 

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Pubblicato il 11 Novembre 2005
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