Mancano i finanziamenti, a rischio 33 posti di lavoro
I Centri per l’Impiego ed il Collocamento Mirato Disabili hanno subito un taglio dei fondi: Amministrazione al lavoro per garantire comuqnue il servizio
I tagli agli enti locali si fanno sentire anche in Provincia. E’ infatti a rischio, per mancanza di finanziamenti, il rinnovo dei contratti dei collaboratori dei Centri per l’Impiego e del Collocamento Mirato Disabili.
La questione riguarda trentatrè lavoratori, molti dei quali esperti del settore che lavorano con la Provincia da più di cinque anni. La stessa Provincia aveva provveduto alla formazione professionale di alcuni di questi colaboratori, investendo direttamente nel progetto quindi. Ora, a causa dei tagli decisi dal Ministero del welfare e dalla Regione Lombardia, tutti e trentatrè rischiano il posto di lavoro. Oltretutto, anche se nessuno lo dice apertamente, pare che a rischio sia anche la stessa sopravvivenza degli otto Centri per l’Impiego distribuiti sul territorio provinciale. Una voce che circola tra i dipendenti e che i sindacati tendono a confermare.
Dalla Provincia intanto assicurano che stanno lavorando per trovare una soluzione: «Siamo consapevoli del valore del Collocamento Mirato Disabil – afferma l’assessore alle politche del lavoro, Andrea Pellicini – vogliamo garantire la qualità del servizio fin qui erogato». L’assessore aggunge che ci sono in questione delle dinamiche molto delicate e solo mercoledì, quando verrà presentato il bilancio in Consiglio provinciale, potranno emergere maggiori particolari.
Proprio l’approvazione del bilacio potrebbe essere l’ultima spiaggia per i lavoratori: se entro mercoledì non verranno trovati dei fondi per rinnovare i contratti un ridimensionamento, se non la chiusura, sarà inevitabile per i Centri. «Chiediamo all’Amministrazione provinciale di salvaguardare tutti i posti di lavoro e convertirli in contratti subordinati – afferma Elisabetta Casanova dell’Alai-Cisl – esigendo al contempo che sia garantito il servizio fin qui erogato». Il problema è duplice, da un lato c’è la questione occupazionale dall’altro il rischio del venire emno di un servizio all’utenza. «Il “Sole24ore” indicava Varese come esempio da seguire per l’inserimento dei disabili, rischiamo di perdere un patrimonio di professionalità di indubbio valore» denuncia Livio Muratore della Nidil-Cgil. «Senza i collaboratori – continua il sindacalista – non sarebbe più possibile fornire lo stesso servizio di oggi, l’Amministrazione provinciale doveva farsi preventivamente carico del problema, che ci sarebbe stato un taglio dei fondi lo si sapeva da un anno».
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