Omicidio di Cittiglio, si indaga tra i connazionali della vittima
L’ipotesi più accreditata sarebbe quella dell’omicidio preterintenzionale: forse chi ha legato al letto il giovane ecuadoriano non voleva ucciderlo
Un delitto maturato nell’ambiente degli immigrati dell’America Latina. Questa la pista investigativa che i militari stanno seguendo per venire a capo del delitto di Cittiglio dove ha trovato la morte Ulbio Danilo Soto Mogollon, immigrato ecuadoriano venticinquenne trovato cadavere ieri pomeriggio nell’abitazione di via Provinciale al civico 38. La pista più accreditata per il momento sarebbe quella dell’omicidio preterintenzionale: chi ha legato e imbavagliato Danilo, forse voleva solo spaventarlo o tenerlo fermo, e non ucciderlo. Una serie di particolari che verranno con ogni probabilità svelati dall’esame autoptico sul cadavere, anche se le prime conferme giungono proprio dai carabinieri di Luino che parlano di morte sopraggiunta per soffocamento. L’uomo è stato trovato con mani e piedi legati, separatamente, e imbavagliato, senza segni di violenza sul corpo.
Intanto trapelano alcune informazioni in più sul giovane. Il
venticinquenne lavorava in un’agenzia di lavoro interinale di Malnate come addetto alla distribuzione di volantini. A volte per arrotondare faceva il manovale e sistemava i giardini della zona. Era noto alle forze dell’ordine: qualche tempo fa a Varese le volanti lo avevano fermato in stato d’ebbrezza. Ulbio Danilo non era in regola con la legge sull’immigrazione: il 13 ottobre scorso i carabinieri della stazione di Cuvio lo hanno fermato per un controllo di routine, trovandolo senza permesso di soggiorno; il ragazzo è stato portato in Questura a Varese dove gli è stato notificato il decreto di espulsione.
A Cittiglio Danilo non era molto conosciuto: solo al bar “Milano”, all’angolo con la via Valcuvia, la vecchia strada che porta a Brenta, hanno presente chi era: «Un paio di volte lo abbiamo visto, ma nulla di più», dicono da dietro il bancone. Neppure in comune sanno nulla: non essendo regolare il ragazzo non figura come residente. Qualcuno, come il titolare dell’agenzia immobiliare “Tulipano” che si trova proprio di fronte alla palazzina dove è stato trovato il corpo ricorda degli ultimi spostamenti del ragazzo: «L’ho visto una settimana fa in compagnia sembra di un connazionale, era tranquillo e sorridente come sempre, ci salutavamo in spagnolo – racconta il titolare. Poi l’ho rivisto dopo due o tre giorni, sempre in compagnia della stessa persona, che si dirigeva verso la stazione. Poi più nulla».
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