Sì al recupero di piazza Risorgimento

In consiglio comunale schermaglie tra la lista Buffoni e il sindaco Mucci sull'abbattimento degli stabili nell'area dell'ex manifattura Maino

La seduta consiliare di Gallarate si apre con 2 comunicazioni del presidente Agostinelli:il 15 Dicembre ci sarà la serata della riconoscenza e il giorno 20, sempre in sala consiliare, ci saranno le premiazioni per la miglior tesi.

Il question time è aperto dal consigliere Lozito: «Chiedo chiarimenti sulla questione della comunicazione ferroviaria Gallarate-Milano- Malpensa». Il sindaco Nicola Mucci ha affermato che «non ci sono stati ulteriori sviluppi». Pierluigi Galli ha poi posto la questione del piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti, chiedendo perché tale provvedimento non è passato attraverso gli organi competenti. Sempre Mucci ha affermato che  l’argomento è stato oggetto del sub-ambito e la questione principale sul recupero dei rifiuti riguarda lo smaltimento della raccolta differenziata: in pratica l’umido potrebbe essere smaltito in collaborazione con il comune di Lonate Pozzolo, e il secco presso una società di combustione di Busto Arsizio, permettendo al comune di entrare nei parametri stabiliti dalla Provincia. Sempre l’opposizione ha posto il problema dell’inquinamento acustico provocato dai treni merci dell’Hupac, domanda alla quale ha risposto ancora  Mucci: «Verrà a discutere un amministratore dell’azienda dei trasporti Hupac, stiamo valutando l’installazione di barriere fono-assorbenti».

Si è poi passati all’esame e al voto della situazione della cassa depositi e prestiti Spa: «La scelta del comune di Gallarate è stata quella di prediligere un mutuo di durata breve, che pur facendo guadagnare meno, non lo immobilizza», ha spiegato l’assessore Luca Carabelli. «Il provvedimento è ineccepibile – ha affermato Lozito -,  potrebbero esserci però maggiori fondi destinati alle famiglie, alla sicurezza e al recupero delle aree periferiche».  Il nuovo progetto per il recupero dell’area di piazza Risorgimento prevede, come ha spiegato Mucci «la costruzione di un nuovo edificio e  l’ampliamento di Via XX Settembre per garantire un migliore viabilità del centro. In commissione urbanistica, tale progetto, è stato approvato grazie ai voti della maggioranza con l’astensione dei Ds. Massimo Barbieri, capogruppo di Rifondazione Comunista, ha detto che «il blocco che si vuole abbattere è una peculiarità  del centro storico di Gallarate e come tale va mantenuta». Sulla stessa lunghezza Galli, che ha criticato il comune per non aver considerato nessun “piano del colore” portando la città «ad avere case in centro con colori improbabili».

Tema annoso in chiusura di seduta: su iniziativa del gruppo misto si è discussa la mozione sull’istituzione di un bollino per la sosta dei veicoli per gli abitanti del centro. Secondo Fabio Castano «gli abitanti del centro sono svantaggiati e questo bollino, del costo di circa 70 euro permetterebbe loro di parcheggiare in zone a loro riservate». Sempre sul problema parcheggi Galli ha presentato un emendamento che prevede un parcheggio riservato agli abitanti del centro ogni 10, un bollino per famiglia gratuito. Dopo alcune schermaglie che hanno visto il presidente del consiglio Agostinelli incalzare l’opposizione criticando la diversità tra una proposta e l’altra, Mucci ha affermato che «il problema parcheggi è sempre un fattore di studio da parte della commissione lavori pubblici e quella e l’unica sede di discussione che può portare a qualcosa di positivo». Dopo una sospensione chiesta da Lozito, la maggioranza si è impegnata entro il 15 gennaio a formare una commissione sul problema parcheggi, proposta votata all’unanimità.

Il consigliere Buffoni ha poi fatto notare come Gallarate sia piena di cartelli di sosta abusivi, chiedendone la rimozione, trovando consensi in tutto il consiglio. Sempre Buffoni ha intavolato un’accesa discussione col sindaco Mucci e con la Lega Nord, chiedendo chiarimenti su alcune affermazioni di Mucci lette sulla stampa locale sulla situazione dell’area dell’ex manifattura Maino attualmente sotto controllo giudiziario e della sovrintendenza.  La questione ha infiammato la seduta. «Prima di abbattere stabili – ha chiesto Buffoni – siano esaminate ed eventualmente protette come bene storico».  Il primo cittadino ha affermato che la decisone di abbattere o meno uno stabile non è una decisione che spetta al comune, ma alla sovrintendenza: «Quelle aree vivono in condizioni strutturali e igieniche pericolose, una ristrutturazione è inutile e troppo costosa». La Lega  pur dichiarandosi favorevole a riqualificare quelle aree, non ha considerato la mozione di Buffoni tecnicamente corretta. Risultato, mozione non approvata. Appuntamento nel pomeriggio del 20 dicembre, per la consueta seduta pre-natalizia.

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Pubblicato il 29 Novembre 2005
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