Varesini e brevetti, un matrimonio che s’ha da fare

Un rapporto e un convegno fanno il punto della situazione tra gli imprenditori. E propongono una soluzione

Per gli imprenditori varesini è ancora poco diffusa la cultura del  "brevetto", ma si può fare molto di più: a dirlo è il primo rapporto sull’uso del Brevetto in Provincia di Varese realizzato a cura del Polo Scientifico Tecnologico Lombardo, che verrà presentato lunedì mattina nel corso del convegno “Brevetti e tutela dei marchi: servizi, consulenza e finanziamenti per le PMI varesine” organizzato dalla neonata Ribem,”Rete innovazioni brevetti e marchi” che ha lo scopo di sostenere gli imprenditori nella protezione della loro innovazione tecnologica e di prodotto. Cioè: assisterli nel complesso percorso per l’ottenimento del brevetto.

Uno strumento necessario e che deve entrare sempre più nella cultura imprenditoriale, se si vuole davvero spingerla verso l’innovazione. Ma sul quale gli imprenditori varesini ci “sentono” poco: Malgrado l’89% del campione intervistato dal PSTL, comprendente un panel di aziende appartenenti a quattro metadistretti della provincia (tessile, meccanica e meccatronica, biotech, biomedicale) oltre a una selezione di imprese in start up sempre di quei settori, ritenga molto importante ed essenziale il processo di innovazione, poco meno della metà (il 47%) ha brevettato qualcosa: una percentuale piuttosto bassa, per dei settori con forti componenti tecnologiche e uguale tendenza all’innovazione.

Perché? «Perché costa troppo, rispetto al prevedibile ritorno aziendale» è la risposta del 44% degli intervistati. Il gioco non vale la candela, per quel che percepiscono gli imprenditori: tant’è vero che le aziende in start up, cioè le aziende appena nate, hanno una percentuale di brevettazione ancora minore, del 20%, di cui solo la metà delle quali riguarda il marchio. La percentuale dei brevetti aumenta quando si parla di particolari settori come la meccatronica (67% di brevetti registrati) o il biotech (50%).

Ma il sospetto è che più che la scarsa convenienza o sia la scarsa cultura del brevetto, sia la scarsità di servizi a scoraggiare gli imprenditori, specie quelli più piccoli. Analizzando l’elenco degli iscritti all’ordine dei consulenti in proprietà industriale, il rapporto sottolinea che esistono in tutto quattro studi di consulenza in Provincia di Varese, a cui si aggiungono due ditte che hanno proprio personale iscritto all’ordine: la Whirpool Europe s.r.l. e Lamberti S.p.A. Mentre, a pochi chilometri da qui, la Provincia di Milano può contare circa 109 iscritti all’ordine: dovuto forse all’inerzia dell’imprenditore anche varesino, che è attirato a Milano per la grande varietà di offerta fruibile.

Meglio però sarebbe trovare risorse “in loco”: e proprio il convegno lancerà Ribem,  il nuovo servizio attivato  in  provincia di  Varese per le P.M.I. industriali ed artigiane interessate allo sviluppo di brevetti ed alla tutela dei propri marchi nato dalla sinergica azione della Provincia di Varese e della Camera di Commercio di Varese, in collaborazione con Polo Scientifico Tecnologico Lombardo. Ribem è un servizio a supporto delle strategie di sviluppo economico del territorio tramite la partecipazione delle associazioni di categoria: Unione degli Industriali della Provincia di Varese, Associazione Artigiani della Provincia di Varese, Associazione Piccole e Medie Industrie della Provincia di Varese (API), Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa di Varese (CNA), e i suoi uffici saranno attivi, presso la sede del Polo Scientifico Tecnologico Lombardo a Busto Arsizio, a partire dal 29 novembre 2005

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Pubblicato il 27 Novembre 2005
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