Il Natale visto dalla parte degli ultimi
Gli auguri di fratel Lucio, missionario laico del Pime
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di fratel Lucio Beninati, missionario laico Pime a Vijayawada (india), in attesa di trasferirsi in Bangladesh.
Sono
ancora qui, in India! Forse neanche voi ve lo aspettavate, ma il mio
Visto per il Bangladesh
non e’ ancora arrivato. I
Superiori mi hanno chiesto di aver pazienza e aspettare che la
situazione si sblocchi…
Anche in
Bangladesh, paese mussulmano, l’onda di paura del terrorismo
condiziona i suoi governanti.
Cosi’, prima di concedere un nuovo visto agli stranieri,
pongono mille difficolta’
con mille sospetti.
Quando
impareremo a vedere nell’altro un fratello da accogliere, un
opportunita’ per crescere
nell’amore, e non un ostacolo, un nemico da cui difenderci? Anche
nella nostra Italia,
ancora troppo succube dell’America, ci era stato inculcato che la
minaccia veniva dai
paesi dell’Est; ora questa minaccia, il nostro nemico numero
UNO, ci hanno detto, e’ il
mondo islamico. Molti vedono l’Islam un nemico da cui difendersi,
un ipotetico terrorista e
allora l’intolleranza verso coloro che chiamiamo
“extra-comununitari” e’ cresciuta. I recenti
fenomeni di razzismo negli stadi di calcio, sono solo un sintomo.
Senza contare gli altrettanti
fenomeni razzisti che purtroppo ancora permangono tra il Nord e Sud
della nostra
Italia. A volte ho proprio vergogna di essere italiano, le
scelte dei politici del mio paese
mi mettono in imbarazzo; quando qui sentono da quale paese provengo,
la credibilita’
vacilla.
Aspettare
allora, aspettare che le cose cambino, aspettare tempi migliori. Allora continuo nel
lavoro in strada assieme ai Salesiani indiani, pazientando.
Stiamo per l’appunto vivendo
un periodo liturgico che piu’ mi si addice in questo momento: l’Avvento. Esso mi aiuta a
vivere con piu’ sapienza questi miei giorni. Infatti
la Chiesa Cattolica sta’ vivendo questo periodo in attesa,
in riflessione e penitenza per
prepararsi ad accogliere il bambino Gesu’ che viene. Il suo Signore
e Re dell’Universo verra’
in potenza e maesta’ attraverso il grandioso umile, piccolo
bambinello in una misera stalla
di Betlemme,un rifugio per le bestie,certamente per nulla lustra o
profumata, in compagnia
di un asinello e di un bue… che PAZZIA! In tanto
squallore il Re del Mondo!!! Non so proprio perche’ Dio nella
sua grande creativita’
e fantasia abbia scelto di venire a noi in questa forma! Cosa vuole
insegnarci? Ci sta
chiedendo di abbandonare i nostri appartamenti per scegliere di
abitare nelle stalle?
Ci sta’ dicendo di dare alla luce i nostri figli tra le bestie?
A dire il vero non lo so, ma non
credo. Mi affascina sempre e molto mi interroga la povera stalla di
Betlemme!!!
Non
solo, ma mi fanno tanta tenerezza Maria e Giuseppe che di
porta in porta chiedono un
rifugio negato, in fin dei conti, Maria e’ una povera partoriente;
li sento abbandonati, rigettati,
esclusi… loro, che portavano dentro di se la salvezza per tutta
l’umanita’, si sono trovati
in mezzo a gente troppo occupata, indaffarata per badare a
loro, quanta indifferenza!
La mia
Missione, questa Nascita, questo Natale, tutto ciò mi richiama alla
mente i nostri bambini
che vivono in strada qui a Vijayawada. Quelli con i quali siamo a
contatto tutti i giorni
e che vediamo girovagare da un lato ad un’altro della
citta’, in cerca, anche loro, di qualcosa,
di un rifugio, per essere accolti… in un cuore. L’ amarezza , la
disperazione porta
questi ragazzini a vivere in condizioni pazzesche, sub-umane: a
praticare furti , a vivere
nell’illegalita’ e, alcuni di loro (qui solo una minoranza, il
30%), a stordirsi nei fumi delle
droghe! Anche loro, benche’ in tenera eta’, sentono nella loro
carne il peso di essere
stati rifiutati, abbandonati da un seno materno, da una famiglia, da
un villaggio, da una
societa’ che avrebbe dovuto amarli, accoglierli, proteggerli.
Se una persona, anche giovanissima
vive abbandonata sulla strada e’ segno di un fallimento per tutti
noi! Non e’ solo il
segno di una famiglia che non ha funzionato ma molto di più.
Loro e tutti gli emarginati
della terra, mai mi stanchero di ripeterlo, non sono un problema ma
una luce che ci
indica dove il nostro “progresso”, il nostro consumismo sfrenato
conduce … Ci sollecitano
a costruire una società più solidale più umana.
Loro ci dicono che abbiamo bisogno
di una nuova societa’, nuovi rapporti, nuovi stili di vita dove,
più che il lucro, la priorità
è la persona umana.
Alfredino
il prete dei baraccati del Brasile sovente ripeteva : “Il povero e’
Luce del mondo, la
conversione del cuore degli oppressori e’ compito e missione dei
piu’ poveri. Quelli che soffrono
ingiustizia, senza commettere loro stessi ingiustizia, quelli
che sono picchiati, senza
picchiare a loro volta, quelli che sanno affidarsi a Dio in tutto e
vivere la solidarietà nelle
provocazioni, portano dentro di loro una LUCE, un fermento
capace di far crescere tutta
la massa umana”. Quando verranno ascoltati? Quando ci sara’ posto
per loro? Quando
verranno accolti? Sulle orme di Maria anche noi qui per la strada non
ci fermiamo,
continuiamo a cercare un posto dove accompagnare questi ragazzini,
questi figli
non amati, bambini problematici, difficili perche’ piagati e
sfigurati nel corpo e nello spirito….
cosi’ ancora piu’ rigettati. Spesso in questa nostra ricerca
riceviamo degli umilianti
“no” di rifiuti ad ospitare, ma, ci sono anche delle porte che si
aprono per accogliere
questi bambini, e cio’ rallegra il nostro cuore. E’ una festa
ogni volta che riusciamo
a trovare un accoglienza rispondente alle necessita’ dei bambini
che di volta in volta
incontriamo abbandonati in strada. Tra loro ci sono adolescenti ma
anche bambini piccolissimi,
mendicanti, ciechi, sordi, handicappati fisici e mentali…spesso i
piu’ rifiutati e
maltrattati.
Lasciamoci
toccare, commuovere dalle grida supplicanti di questo povero, tenero
bimbo, venuto
proprio per “scavare un solco” nel nostro cuore… e’ Lui
che ci portera’ la vera gioia!!!
Ecco
allora AUGURI di un VERO, nuovo Natale!
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