L’antenna orfana adottata dai frati cappuccini

I religiosi sono stati contattati dalla Tim per ospitare il ripetirore sul loro traliccio in viale Borri. Si teme la nascita di un altro comitato di protesta

Le vie del signore sono infinite. L’antenna della Tim, che doveva essere installata in via Guicciardini a Giubiano, dopo la protesta degli abitanti del quartiere, potrebbe finire nel giardino del convento dei frati capuccini in viale Borri. Infatti, non appena i rappresentanti del comitato avevano firmato la tregua con Alberto Piacentini, funzionario della Telecom, padre Gianni Terruzzi, responsabile di "Radio missione francescana", veniva contattato dal gestore di telefonia mobile. «Sì, mi hanno chiamato – spiega il religioso – perché qui c’è già un traliccio con tre antenne: wind, Hg3 e Omnitel. Però quelli della Telecom periodicamente vengono da noi per valutare se mettere o meno la loro antenna . Sono venuti l’anno scorso e poi sono spariti».

Padre Gianni non sembra particolarmente preoccupato per gli effetti negativi delle onde elettromagnetiche sulla salute delle persone. «Io non rifiuto a priori e non sono un superficiale. Qui di antenne ne abbiamo già tre e i valori non sono alterati. Una quarta che cosa vuole che cambi. La verità è che non c’è uno studio serio sugli effetti collaterali di queste onde. Qualcuno dice perché dietro ci sono interessi forti, magari è vero, però al momento non ci sono».

Il religioso non si sbilancia sulla cifra da chiedere a Telecom, anche se indiscrezioni, trapelate nel pomeriggio durante il presidio di via Guicciardini e non confermate dalle parti, parlano di 15 mila euro. Soldi utilissimi perché potrebbero finanziare Radio missione francescana, di cui padre Gianni è direttore. «Non parliamo di soldi, perchéo non sono io a decidere, ma è  l’ente morale dei cappuccini a Milano a fare i contratti. E poi bisogna vedere il progetto, capire se la struttura esistente va bene, se i tubi dove passeranno i cavi sono utilizzabili. Insomma bisogna capire cosa vogliono questi di Telecom».

Non ci sarebbero problemi di coesistenza e nemmeno di concorrenza, secondo padre Gianni, considerato che già tre antenne ci sono. «Il traliccio non è più nostro, ma l’abbiamo ceduto ad Omnitel che sostiene  tutti i costi di manutenzione. In genere non hanno mai fatto storie per l’arrivo di un concorrente, si fanno favori a vicenda. Quello che non vorrei è che adesso nascesse un comitato  di quartiere che rompa le scatole a noi».

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Pubblicato il 15 Dicembre 2005
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