Le parole sono come le ciliegie: una tira l’altra

Gianni Rodari e la "Grammatica della fantasia", come imparare divertendosi

… è tutto un complesso di cose
che fa si che io mi fermi qui,
le donne a volte sì sono scontrose
o forse han voglia di far la pipì.
E tramonta questo giorno in arancione
e si gonfia di ricordi che non sai;
mi piace restar qui sullo stradone
impolverato, se tu vuoi andare, vai…
e vai che io sto qui e aspetto Bartali,
scalpitando sui miei sandali,
da quella curva spunterà
quel naso triste da italiano allegro;
tra i francesi che si incazzano
e i giornali che svolazzano,
c’è un po’ di vento e abbaia la campagna,
c’è una luna in fondo al blu…

(Paolo Conte – Bartali)

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Cosa c’entra Paolo Conte con Gianni Rodari? Non so dire, ma leggendo "La grammatica della fantasia", appunto di Rodari, è stato Paolo Conte il primo a venirmi alla mente. Sarà per l’uso inconsueto delle parole, sarà per la capacità di trovare legami improbabili ma geniali tra i vocaboli, ma l’accostamento balza subito all’occhio.

Se poi qualcuno obbiettasse che Rodari fu scrittore per bambini e che quindi un certo uso delle parole sia da considerarsi scontato, sarà bene chiarirci subito: Rodari scrisse per bambini di ogni età e la lettura dei suoi racconti e romanzi risulta gradevole per tutti, grazie anche alla "finta" disinvoltura di linguaggio.

Ma per restare nella "Grammatica della fantasia" una domanda è d’obbligo: è meglio utilizzare il metodo induttivo o quello deduttivo? Secoli di dibattito che poi si possono sostanziare, almeno al di fuori delle scienze fisiche e matematiche, con il quesito: prima articolare una teoria dalla quale far discendere atti oppure, sulla base dell’agito, costruire un impianto teorico? Ardito rispondere, ma se chiedessimo un parere a Gianni Rodari probabilmente potremmo avere una risposta di questo tipo: «fate come meglio vi aggrada».

In questo senso la lettura della "Grammatica della fantasia", agile e godibilissimo "saggio" (le virgolette le spiegheremo poi) scritto da Rodari sulla base di appunti presi durante un ciclo di incontri nelle scuole dell’Emilia Romagna, ci potrebbe aiutare meglio.

Rodari si confessa e, con l’utilizzo del suo linguaggio scorrevole e molto chiaro, (in questo senso "saggio" assume una caratteristica particolare perché a differenza di altri volumi del genere è comprensibile da tutti) ci regala un pezzo importante della sua storia di uomo e scrittore.

Uomo di grande cultura, scrittore per bambini ed adulti-bambini, ed autore di opere delle quali il sottoscritto non potrebbe fare a meno, Rodari inventò e scrisse storie prima di concettualizzare un metodo di scrittura, fece della sua professione di Maestro Elementare la palestra per sperimentare la validità delle sue storie ed, infine, abbozzò un metodo, o meglio una serie di meccanismi e di idee adatti a costruire delle storie.

La "Grammatica" di Rodari non è uno dei nostri moderni e pomposi "laboratori di scrittura creativa", ma il racconto della vita di un uomo geniale, scritto con passione e capace di offrire preziosi spunti a chi sta con i bambini e li ama. Niente lezioni barbose, ma vita, prima vissuta e poi raccontata con metodo.

Se qualcuno volesse fare un dono bello, prima che intelligente, non abbia dubbi; chiunque abbia bambini accanto a sé trarrà piacere dalla lettura e, magari (nello spirito profondamente democratico di Gianni Rodari) potrà anche ricavare spunti e pensieri per vedere con occhi diversi i "piccoli mostri"; resteranno piccoli, ma sicuramente meno "mostri".

A margine ricordiamo che nella prefazione al testo Rodari parla della Biblioteca Civica di Varese, e ne parla bene. Una piccola soddisfazione per tutti noi.

Buona lettura a tutte/i

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La Grammatica della fantasia
Gianni Rodari
Piccola Biblioteca Einaudi
pp. VII-195
Euro 12,39

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Via Confalonieri, 5 - Castronno

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Pubblicato il 17 Dicembre 2005
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