Manifestazione studentesca, al flop segue l’autocritica

Solo una quarantina di ragazzi si sono presentati in mattinata alla stazione FS di Busto Arsizio: Officina Shake si interroga sulle ragioni del fallimento

Doveva essere una manifestazione importante per Busto e i Comuni vicini, con qualche centinaio di studenti medi e universitari a protestare contro le riforme dell’istruzione (la Moratti, ma anche quelle del centrosinistra che l’avevano preceduta) e contro la precarizzazione del lavoro e in generale delle prospettive di vita dei giovani. Invece alla fine si sono ritrovati in una quarantina appena alla stazione FS di Busto Arsizio, forse ancora meno del numero di agenti delle forze dell’ordine mobilitati per l’occasione. I ragazzi di Officina Shake di Castellanza, promotori dell’iniziativa, si sono subiuto riuniti in assemblea per chiedersi conto del falllimento del corteo di stamattina, e dopo aver discusso la questione hanno emanato al riguardo  un comunicato stampa, che riportiamo.

Il corteo degli studenti di busto e zona di
stamattina è fallito, pochi partecipanti, anzi pochissimi tanto pochi da non far
nemmeno partire il corteo.
 
 
 
Responsabilità oggettive ce ne sono state.
 
I rappresentanti dei collettivi delle superiori
sono stati fallaci nella distribuzione dei volantini e più in generale nel
coinvolgimento degli studenti dei propri istituti.
 
Gli universitari che Officina Shake doveva tirare
in ballo sono mancati, esempio di errore tattico e di fallace comunicazione
anche in questo caso.
 
Gli unici passi che sono andati a buon fine sono
stati quello del rapporto e comunicazione con la stampa e con le forze
dell’"ordine", che si  sono mobilitate in forze.
 
 
 
La responsabilità dei primi è da attribuire in una
carenza di esperienza nel praticare iniziative di piazza. Responsabilità
ammessa e compresa nell’assemblea svoltasi in Officina Shake per capire gli
errori commessi e riorganizzarsi per il futuro. Utile questo errore (come tutti
gli errori) per acquisire esperienza nel metodo.
 
Per i secondi la responsabilità non è addicibile
all’esperienza ma alla presunzione di poter mobilitare un corpo amorfo come
quello degli studenti universitari solamente con il passa parola, i comunicati
stampa e la mail….
 
Anche questo errore può essere utile per
imparare. 
 
 
 
L’inesperienza e la supponenza provocano brutti
scherzi, soprattutto in una città che non è abituata a mobilitarsi in iniziative
di piazza, soprattutto nella componente studentesca.
 
 
 
 
I promotori
 

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Pubblicato il 10 Dicembre 2005
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