Olimpias, l’accordo c’è

Approvato dall'assemblea dei lavoratori l'accordo tra le parti raggiunto ieri

È stata dura, ma alla fine un accordo si è raggiunto tra il gruppo Benetton e i lavoratori dell’Olimpias di via Boscaccio. Che l’azienda chiuda lascia l’amaro in bocca; ma le condizioni strappate dai sindacati (Cgil e Cisl) e dai rappresentanti di fabbrica sembrano proprio il massimo che si poteva ottenere. L’accordo raggiunto, molto complesso ed articolato per coprire le diverse possibilità che si prospettano ora agli ex dipendenti, è stato esposto questa mattina ai lavoratori riuniti in assemblea ed approvato pressoché all’unanimità – ma non prima di esaurienti spiegazioni. Nei prossimi giorni si dovrebbe giungere quindi alla firma dell’accordo.

In sostanza, toccherà ai 117 ex dipendenti Olimpias scegliere quale strada imboccare. Da un lato c’è la cassa integrazione straordinaria (cigs) per un anno, con la quale di fatto i dipendenti rimangono formalmente al loro posto ricevendo una parte del proprio stipendio; dall’altro la procedura di mobilità, nel qual caso si riceve la lettera di licenziamento – in questo caso, comunque, la legge prevede particolari vantaggi per l’azienda che dovesse assumere un lavoratore in mobilità, come ad esempio sgravi contributivi.
Come spiega Pietro Apadula (Femca-Cisl), che ha preso parte alle trattative con il rappresentante di Benetton dott. Tullio Leto insieme a Domenico De Felice (Filtea-Cgil) e ai rappresentanti della Rsu di fabbrica, in entrambi i casi – sia in cassa integrazione che con la procedura di mobilità – circa 720 euro mensili netti dovrebbero entrare nelle tasche degli ex dipendenti. Inoltre l’azienda verserà un incentivo pari a 5000 euro lordi per chi va subito in mobilità o per chi abbandonerà la cassa integrazione per la mobilità, e 6500 (sempre lordi) per chi rimane in cassa integrazione. Con quest’ultima vi è inoltre la possibilità di sospenderla, trovato un contratto temporaneo di lavoro di durata non superiore all’anno, per poi riprenderla in caso di necessità. Per chi andrà subito in mobilità, l’azienda si impegna a liquidare il Tfr (trattamento di fine rapporto) entro circa un mese, mentre ai cassintegrati, vista la lentezza con cui arriveranno le spettanze, l’azienda anticiperà 3000 euro netti dell’incentivo con la retribuzione di gennaio, oltre ad un anticipo da 700 euro netti mensili sul Tfr a partire da gennaio. Inoltre per il mese di novembre, durante il quale la fabbrica è stata presidiata dai lavoratori, si utilizzerà il monte ferie, in modo da far comunque maturare i contributi e il diritto a tredicesima e quattordicesima.

Chiaramente, le prospettive di ricollocamento per 117 dipendenti del settore tessile non sono rosee, in tempi di crisi. Tuttavia qualche spiraglio di speranza per la Olimpias c’è. "Ci sono tre o quattro imprenditori che sembrano interessati a rilevare la struttura; auspichiamo che qualche posto di lavoro alla fine possa essere preservato" commenta Apadula. "Di certo questa trattativa è stata molto difficile, fra le più toste che ci siano capitate. Ci siamo scontrati con la mentalità di un grande gruppo industriale come Benetton, originario di una realtà come il Veneto, quando di norma trattiamo con medi imprenditori della nostra zona, che si rapportano con noi in modo un po’ diverso. Ma abbiamo dimostrato che mobilitarsi in difesa dei diritti alla fine paga, e forse abbiamo stabilito un esempio anche per altri". I lavoratori hanno voluto infine ringraziare anche il consigliere comunale Renato Pagnan, che li ha appoggiati fortemente ed aiutati durante tutto il periodo dell’occupazione e delle trattative.

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Pubblicato il 05 Dicembre 2005
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