Quindici volti per una “Provincia d’autore”
Presentato il volume con le testimonianze di alcuni dei personaggi più importanti del Varesotto. Il ricavato andrà a "Varese per l'oncologia"
Quindici volti, sedici considerando i due Fichi d’India, quindici testimonianze affidate a personaggi di spicco per promuovere la Provincia di Varese. È nato così l’elegante volume "Varese Provincia d’autore", voluto dall’Ente di Villa Recalcati, edito dall’Istituto Geografico De Agostini di Novara e presentato il 15 dicembre, a Milano e poi a Varese.
Marco Reguzzoni, Massimo Boldi, Umberto Bossi, Angelo Branduardi, Dario Fo, Bruno Arena e Max Cavallari (i "Fichi"), Dino Meneghin, Davide Mengacci, Ottavio Missoni, Gigi Riva, Renato Pozzetto, Francesca Senette, Nanni Svampa, Uto Ughi e Ornella Vanoni. Sono loro i protagonisti dei testi che accompagnano una lunga serie di fotografie nelle quali sono ritratte alcune delle zone più belle e significative del nostro territorio.
Il volume è suddiviso in quattro capitoli: "Ad un passo dal
sogno", "…Valli e fiumi", "I monumenti, la Cultura, le Tradizioni", "La città della provincia di Varese" e riporta le traduzioni di tutti i testi in inglese. Il progetto, fortemente voluto dallo stesso presidente Marco Reguzzoni, ha un fine benefico: il ricavato dalla vendita del volume sarà devoluto all’associazione "Varese per l’oncologia", l’associazione che raccoglie fondi per promuovere iniziative legate allo studio, alla cura e alla prevenzione delle malattie oncologiche.
L’incontro è stato senza dubbio un momento gradevole per il clima che si respiorava nelle sale del consiglio provinciale. Tanti i volti noti dell’imprenditoria, del giornalismo e della politica varesina.
Diversi i flash dei fotografi per riprendere i momenti in alcuni casi anche toccanti della serata. Come ad esempio la lettura di "Tera", poesia scritta da Umberto Bossi e letta per l’occasione, in dialetto, da Nanni Svampa. Oppure quando Ottavio Missoni raccontava le sue vicessitudini di giovane atleta e poi di imptrenditore «sulla collina di Sumirago, da cui non si vede il mare, ma lo spettacolo del Monte Rosa».
In sala anche il giornalista Gianni Spartà, presidente dell’associazione "Varese per l’oncologia" che ha spiegato l’importanza e l’originalità dell’opera «frutto di un’idea dell’amico Marco Reguzzoni», presente in sala, che ha chiuso la serata con auguri e ringraziamenti ai presenti.
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