Accesso al Credito artigiano, continua la leadership lombarda
L'osservatorio sul credito artigiano conferma che in Lombardia si eroga il 25% del credito alle imprese artigiane in Italia. Ma la percentuale è in costante riduzione
A livello del credito erogato alle imprese artigiane nel periodo considerato, in media, la Lombardia costituisce, da sola, quasi il 25% del totale del credito concesso alle imprese artigiane italiane (con i suoi 11.481.135.639) e quasi il 24% di quello utilizzato, manifestando, tuttavia, una costante riduzione: questi valori, infatti, sono diminuiti complessivamente di circa l’1,5% a partire dal 1997.
«I dati confermano come in Lombardia il ricorso al credito artigiano ed in particolare al sistema dei confidi, sia una tradizione consolidata – ha commentato Vito Tioli, presidente di Fidimpresa -. Tuttavia, con l’avvento di Basilea 2, questa tendenza potrebbe modificarsi: i nuovi parametri di valutazione si baseranno sulla solidità e sulla capacità delle imprese di capitalizzarsi nel tempo, qualità che purtroppo le nostre aziende spesso non hanno». Il calo è in relazione alla recessione dell’economia globale in quegli stessi anni, che ha coinvolto maggiormente il sistema di credito artigiano lombardo rispetto agli standard nazionali. A questa situazione si accompagna una particolare dinamica delle sofferenze a livello regionale, consequenziale alle due fasi del ciclo economico. Dal 1997 al 2001 vi è una riduzione delle stesse in valore assoluto, cui segue una ripresa fino al 2004, evoluzione che si verifica sia a livello regionale che nazionale.
Le provincie di Milano, Brescia e Bergamo sono leader per quanto riguarda l’accesso al credito (a queste tre città infatti fa capo quasi il 60% dei crediti artigiani), quadro che rimane pressochè inalterato nell’arco 1997/2004. Il sistema dell’artigianato lombardo però, pur conservando la quota di credito concesso più elevata (fino al 2001 superiore al 26% del credito artigiano italiano), vede ridurre la percentuale a partire dal 1998 (arrivando al 25% attuale). Ancor più vistosa è la diminuzione della quantità di credito utilizzato; pari al 27% nel 1998 e scesa al 24% nel 2004.
«Questo – aggiunge Tioli – è l’effetto della crisi che sta coinvolgendo il sistema economico generale e che riduce la voglia degli imprenditori di investire e rischiare. I dati dimostrano inoltre come l’artigianato stia cambiando pelle e come la qualità del credito stia peggiorando: i finanziamenti sono richiesti soprattutto dalle imprese dell’edilizia quando invece dovrebbero essere quelle del manifatturiero a dover chiedere fondi da impiegare in nuovi investimenti».
Dal punto di vista dei tipi di finanziamento, cambiano le forme di finanziamento all’artigianato lombardo: si diffondono infatti sempre di più quelle a medio-lungo termine.
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