Alitalia pronta a comprare Volare

Per la conclusione della trattativa manca solo il via libera del ministro Scajola. Pareri discordanti nel mondo sindacale

La compagnia di bandiera Alitalia è pronta ad acquisire il gruppo low cost Volare. La notizia del parere favorevole all’offerta della compagnia di bandiera da parte del Comitato di sorveglianza del ministero delle Attività Produttive, diffusa dal Sole24ore, è stata confermata da fonti sindacali nella giornata di oggi.

La compagnia di bandiera sta attendendo il via libera del ministro alle Attività produttive Claudio Scajola, “che dovrà emanare un apposito decreto in arrivo nei prossimi giorni”, come riportato dal quotidiano economico.
Volare, compagnia fondata da Gino Zoccai e andata in amministrazione controllata l’anno scorso, si appresta dunque ad essere comprata da Alitalia,
 nonostante i problemi che il gruppo sta attraversando e che, in questi giorni, sono al centro di una protesta da parte dei dipendenti che ha portato alla cancellazione, anche oggi, di decine di voli nello scalo romano di Fiumicino.

Sulla questione Alitalia-Volare pende ancora un ricorso al Tar del Lazio operato da Air One, una delle cinque comopagnie che hanno  presentato offerte per l’acquisizione del gruppo di Gallarate (le altre sono appunto Alitalia, Meridiana-Eurofly, Radici e la WindJet, vettore low cost che viaggia in tutta Europa), con all’attivo 700 dipendenti. Nonostante questo, la notizia dell’acquisizione è data per scontata.
«Un fatto positivo» ha commentato Flavio Nossa, della segretaria della Cgil di Varese. «Nell’operazione – continua il sindacalista – vengono rispettate le tre condizioni che avevamo posto alla base di ogni ragionamento su Volare: la salvaguardia occupazionale e normativa dei dipendenti, l’ancogaggio al territorio, in quanto la compagnia resterà a Gallarate, e la discontinuità con la precedente proprietà, con la certezza di un rilancio che punterà su un piano industriale e non finanziario o speculativo».
E le dichiarazioni del ministro Maroni, che proprio da Varese nella giornata di ieri sottolineava che «è sbagliato buttare i soldi in Alitalia» esprimendo anche forti dubbi sulla capacità di Alitalia di garantire l’occupazione per Volare.


«Rispondo a Maroni con una domanda – conclude Nossa: quali sono le garanzie offerte dagli altri vettori, che sono più piccoli di Alitalia? Pechè non è stata ancora fatta una legge ad hoc sul trasporto aereo, come da tempo abbiamo chiesto?».
Ma non tutto il mondo sindacale esprime ottimismo sulla vicenda. Secondo il segretario della Fit-Cisl Dario Balotta l’operazione rappresenta una «partita di giro del debito dello Stato. Non è un risultato positivo avere 38 milioni di euro di debito pubblico in più per acquistare una compagnia come Volare. Inoltre sorprende che un’azienda con dipendenti in cassa integrazione, come Alitalia, vada ad acquisirne una con 700: con quali garanzie?»

Il sindacalista della Cisl rinacara la dose e conclude:  «non è corretto dare seguito ad un’operazione di acquisizione quando sulla vicenda vi sono ancora ricorsi pendenti»

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Pubblicato il 23 Gennaio 2006
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