Arcisate-Bisuschio, le proposte di Legambiente
Il circolo della Valceresio: "Tutela della Bevera, modifica delle vie esistenti e riqualificazione delle rotaie"
Riceviamo e pubblichiamo
Il tema ricorrente del progetto per una strada tangenziale di collegamento tra i comuni di Arcisate e Bisuschio continua a far parlare di sé senza trovare una risposta plausibile.
Le amministrazioni coinvolte continuano ad imporre una soluzione non condivisa dalla popolazione locale, oltretutto confusa da prese di posizione private che nascondono interessi personali che impongono opportune e obiettive valutazioni. Noi ribadiamo il fatto che solo attraverso un confronto libero e costruttivo finalizzato all’apertura di un nuovo tavolo di concertazione si possano trovare soluzioni più valide e intelligenti.
Sotto il profilo ecologico, l’area del Luscino, dove la strada dovrebbe passare, ha già subito in passato un gravissimo degrado delle zone umide e dell’alveo del torrente omonimo per la presenza di parcheggi, bonifiche pretestuose, alcune delle quali continuano tutt’ora, lungo il corso d’acqua in prossimità della cascina Luscino e in tutta l’area posta sotto il Monte Useria , nonché inquinamenti nella zona del vecchio lavatoio, spesso invasa da residui oleosi di dubbia provenienza. Citiamo, in proposito, quanto affermato dagli esperti del Museo Civico di Scienze Naturali di Induno Olona: “l’inopportuno interramento delle piccole zone umide ha causato una banalizzazione dell’ambiente a favore di attività antropiche non sempre oculate e la conseguente scomparsa di specie faunistiche e floristiche molto interessanti…".
Il rilievo dato solo in questi ultimi mesi circa la presenza di una colonia di gambero di fiume, seppure elemento di estrema valenza naturalistica, ci sembra pretestuoso, in quanto l’area del Luscino viene deliberatamente isolata dal contesto naturalistico nel quale si trova, essendo parte integrale della zona di ricarica orografica della valle della Bevera, che va considerata come unico e insostituibile habitat naturale. Presumibilmente questa frammentazione di aree è volutamente accentuata da chi ha interessi particolaristici e vorrebbe invadere pericolosamente spostando il tracciato più a valle, con un danno enorme al territorio (la valle della Bevera), tuttora tutelato dalla legge regionale 81/83. Un percorso alternativo che preveda un attraversamento della valle (zona laghetto Blu), vede l’opposizione accesa di Legambiente, di tutte le associazioni naturalistiche e delle istituzioni scientifiche, con le quali abbiamo già siglato documenti in proposito, oltre che presumibilmente quella di tutti coloro che hanno a cuore l’ecosistema.
A sostegno di un progetto veramente alternativo e intelligente, Legambiente pone le seguenti richieste:
a) Tutela assoluta dell’intera area del torrente Bevera, compresa le zone di ricarica delle falde acquifere (tra le quali troviamo l’area del Luscino), mediante l’istituzione di un parco di interesse sovracomunale; nessun progetto alternativo dovrà pertanto interessare la zona più a valle, di maggior pregio ambientale, tuttora ancora ben conservata;
b) Considerato inoltre il parere parzialmente negativo della Regione circa la sopraelevazione del tracciato in alcuni punti, si richiede l’apertura di un tavolo di concertazione che studi possibili interventi correttivi e migliorativi con maggiore attenzione per le zone di svincolo e una più adeguata calibratura del tracciato utilizzando, ove possibile, arterie già esistenti opportunamente modificate per le nuove necessità;
A nostro avviso, il nuovo progetto dovrà contemplare un’arteria a scorrimento lento a servizio delle zone attraversate, provvista di marciapiedi, piste ciclabili e opere di mitigazione ambientale. Con le ingenti somme risparmiate si potrebbe provvedere al riordino generale delle arterie esistenti dotandole di tutti gli standard di sicurezza necessari (marciapiedi, piste ciclabili, attraversamenti protetti, ecc.).
Inoltre, gli stanziamenti previsti per l’opera non devono andare a beneficio di un solo ente, bensì essere oculatamente utilizzati per la costruzione di strutture che siano di vantaggio per la popolazione residente.
c) Il sostegno inequivocabile e imprescindibile a una mobilità alternativa all’uso dell’auto, che fonda le proprie ragioni sulla riqualificazione della linea ferroviaria Varese – Porto Ceresio, trasformando la tratta in una vera metropolitana di superficie e riorganizzando di conseguenza la rete di trasporto su gomma con aree di parcheggio e di interscambio nelle stazioni e fermate poste lungo il tracciato ferroviario.
L’impegno di Legambiente Valceresio su questo scottante tema è assoluto e prioritario, analogamente a tutte le tematiche territoriali che interessano la nostra valle, sempre più convinti che le prese di posizione eccessivamente di parte, i proclami politici, le imposizioni delle lobby che vogliono gestire il territorio per il solo vantaggio economico di pochi, devono essere ostacolate con intelligenza attraverso un confronto leale e con la libera circolazione delle idee.
Per Legambiente Valceresio, il Presidente
Sergio Franzosi
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