Consiglio comunale: no ai simboli leghisti per la Regione

Bocciata la mozione del Carroccio per istituire una bandiera-simbolo per la Lombardia. Votata la riqualificazione di piazza Zaro ad Arnate

Primo consiglio comunale dell’anno con nervi tesi sul finale. L’assemblea pubblica di Gallarate è cominciata con le consuete comunicazioni: il presidente del consiglio Agostinelli ha annunciato che la festa di san Sebastiano si terrà venerdì prossimo, con la messa alla chiesa della Madonna della Speranza intorno alle 10 e poi con la premiazione e la consegna dei premi successiva in sala giunta. Il consigliere della Margherita Dario Terreni ha poi chiesto di inserire la questione del rinnovo del cda di MalpensaFiere e un bilancio della Fiera di Gallarate nella prossima commissione Sviluppo. Agostinelli ha poi comunicato ai consiglieri che le commissioni, visti i tagli della Finanziaria ai bilanci comunali, andranno fatte in orario lavorativo. A questa decisione si è ribellato in particolare Barberi: secondo il consigliere del Prc, così facendo si discrimina chi lavora fuori sede e non potrà intervenire ai lavori. Mucci ha replicato che i tagli sono per circa 400 mila euro, in parte recuperabili con l’abbandono del lavoro di 10 dipendenti che vanno in pensione, altri vanno trovati razionalizzando gli orari di lavoro e i contratti dei dipendenti. Il capogruppo Ds Pierluigi Galli ha poi puntato il dito sull’aumento dei costi per i lavori all’Ipc Falcone, lievitati nei mesi dai 9 milioni previsti ai 22,3 annunciati in questi giorni. Galli ha chiesto di fare chiarezza, invocando la convocazione di una commissione Bilancio e lavori Pubblici ad hoc. Successivamente è stato il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Paolo Caravati a intervenire, chiarendo la situazione delle segnaletica pubblica sollevata nello scorso consiglio comunale dal consigliere Buffoni: «Abbiamo controllato 423 vie, rilevando 411 parcheggi riservati e 168 passi carrai irregolari. 89 illeciti sono stati sanati, a breve faremo altri controlli e chi non si verrà trovato non in regola sarà punito».    

Una piccola polemica si è scatenata tra il sindaco Mucci e il suo probabile prossimo rivale alle elezioni di aprile, Pierluigi Galli. Il capogruppo Ds aveva attaccato il primo cittadino per i costi eccessivi che il Comune avrebbe pagato per il Teatro Condominio, accusando Mucci di usare l’inaugurazione a fini elettorali. Il sindaco ha prima spiegato i motivi dell’aumento, imputabile a lavori non previsti che sono subentrati in corso d’opera. Poi ha invitato Galli a chiedere scusa ai tecnici, ai funzionari e al sindaco stesso per le accuse rivolte. Il diessino ha a sua volta accusato la maggioranza di non aver dato risposte chiare subito, specificando: «Non volevo insultare nessuno, ho stima dei funzionari». Rilevato che i soldi per lo sportello affitti sono arrivati, che la segnaletica stradale orizzontale nell’area Galbadini sarà realizzata nella bella stagione, che la commissione elettorale è stata nominata (Barberi, Gualandris, Ferro e Mauri i quattro scelti dal consiglio), l’assemblea gallaratese ha dato il via libera alla riqualificazione di via Nino Bixio ad Arnate, con i voti contrari del centrosinistra: la vecchia area industriale verrà sostituita da un complesso abitativo di 7500 metri cubi, con una diminuizione dell’area coperta e un aumento del verde privato. Verranno inoltre ricavati una ventina di parcheggi pubblici e con gli oneri di urbanizzazione l’amministrazione comunale realizzerà altri 30 parcheggi nella zona di piazza Zaro (che diventeranno 60 in totale), con una nuova pavimentazione e una nuova fontana. Inoltre verrà anche rifatto il ponte sul torrente Arno, per facilitare il transito degli scolari. 

In chiusura di serata, la mozione della Lega Nord per l’istituzione di una bandiera-simbolo della Regione Lombardia: la bandiera di san Giorgio. Tutti contrari, tranne il Carroccio e Galli di Forza Italia che si è astenuto. L’altro forzista Musci ha detto che il consiglio «avrebbe di meglio da discutere», il centrosinistra ha accusato la Lega Nord di voler proporre simboli non nazionali, di parlare di cose inutili e di dare per scontato il sì alla devolution. Selvagio della Margherita ha parlato di attacco allo Stato e alla Costituzione. Agostinelli non ha voluto affrontare insieme gli altri tre punti dello stesso tenore e ha mandato tutti a casa. Il menù del prossimo consiglio ricomincerà proprio da qui.    

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Pubblicato il 17 Gennaio 2006
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