Damiao e quella stoppata di buon auspicio
Domenica al Forum Varese sfida l'Olimpia Milano. Su quel campo nel 1997 fu protagonista il lungo brasiliano che regalò una vittoria memorabile
La storia ritorna: sarà banale, ma ogni volta che sul parquet scendono l’Olimpia Milano e la Pallacanestro Varese la sensazione che si respira nei dintorni del palazzetto è quella. Domenica, tra l’altro, si tornerà dopo alcuni anni a giocare al Forum di Assago che negli anni ’90 fu teatro – gremito – di derby molto spettacolari. L’Olimpia era in pieno "periodo Stefanel" e grazie ai "servigi" di gente come Bodiroga, Blackman Gentile e Fucka (e alla fortuna che tolse di mezzo Petruska e Pozzecco) arrivò fino allo scudetto nel ’96. Di fronte però c’era una rinascente Varese marchiata Cagiva che seppe prendersi le proprie soddisfazioni e riuscì a riempire gli spalti di Assago con migliaia di tifosi. Indimenticabile a tal proposito una coreografia "luminosa" con i nomi dei giocatori varesini scritti all’interno di grandi stelle color oro.
Nel 1997, precisamente il 16 febbraio, la banda agli ordini di Dodo Rusconi strappò un fantastico successo al Forum – 77 a 79 il finale – riprendendosi quei due punti che Milano aveva conquistato a Masnago all’andata (80-81). Se l’accoppiata formata da Nikola Loncar e Andrea Meneghin (45 punti in due) rappresentò quel giorno il braccio armato biancorosso, la firma sulla vittoria fu quella di Marcelo Damiao (nella foto, a Firenze). Il lungo di origine brasiliana volò in cielo all’ultimo secondo del match e stampò una memorabile stoppata su Warren Kidd, il pivot della Stefanel che stava per siglare la schiacciata che avrebbe rinviato il verdetto ai tempi supplementari.
Damiao, che a Varese si fermò solo quell’anno visto che era in prestito dalla Fortitudo, oggi gioca a Firenze (in questo momento è infortunato), squadra ambiziosa al vertice della serie B1. Ma non ha dimenticato quell’azione che fece impazzire di gioia centinaia di supporters biancorossi. «Certo che mi ricordo quel Milano-Varese. Il derby di andata fu bello e combattuto; lo perdemmo per un canestro di Gentile da centro area a pochi secondi dalla fine. Al ritorno ci tenevamo a vincere, ma la partita fu molto meno bella. Fummo sotto a lungo nel punteggio, poi a 5′ dalla sirena riuscimmo a pareggiare e si andò avanti così fino alla fine». Quando Damiao risolse con quel balzo. «Mancavano forse 8", se non sbaglio difendevo su Fucka mentre Petruska era su Kidd. La palla arrivò al pivot di Milano che ebbe un po’ di indecisione tra il tentare la schiacciata o scegliere di appoggiare al tabellone: un’esitazione che mi permise di arrivargli alle spalle e di stopparlo in modo pulito. Per fortuna non mi fischiarono fallo: in quei casi si rischia sempre».
La stoppata, oltre a decidere il match contribuì a dare una svolta alla stagione della Cagiva. «Con quei due punti risalimmo in classifica: eravamo intorno al decimo posto e con una vittoria in più ci ritrovammo sesti o qualcosa del genere. Ciò ci permise di prepararci al meglio per i playoff quando sfiorammo la semifinale». Nei quarti infatti la Fortitudo ebbe bisogno di cinque partite per eliminare la squadra di Rusconi. «Fino alla stagione precedente – ricorda ancora Damiao – i quarti di finale si giocavano al meglio delle tre partite. Fosse rimasto quello il regolamento saremmo passati noi. Disputammo due splendide partite in gara2 e gara3, poi nel quarto incontro pagammo la stanchezza contro una squadra ricca di campioni».
Marcelo, il ragazzo di Campinas (foto: in maglia Everlast Firenze), non ha dimenticato l’importanza di quell’anno passato in biancorosso. «Ero già stato in Nazionale, ma la stagione di Varese in cui giocai bene mi diede una grande mano per la mia carriera in azzurro che mi ha permesso di giocare Mondiali, Olimpiadi e di vincere l’oro agli Europei ’99. Quella Varese era una squadra bellissima: due giovani europei in rampa di lancio come Meneghin e Loncar, Pozzecco che cercava il riscatto dopo l’infortunio al ginocchio, una certezza come Petruska sotto canestro. E infatti la squadra, con quella ossatura, l’anno dopo arrivò in semifinale e nel ’99 vinse lo scudetto. Meritatamente».
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